Elezioni Usa: Arizona verso il riconteggio automatico dei voti

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha quasi colmato lo svantaggio che lo separa dal democratico Joe Biden nello Stato dell’Arizona, dove è ancora in corso lo spoglio delle schede dopo le elezioni dello scorso 3 novembre. A spoglio quasi ultimato, Trump può contare su 1,642 milioni di voti (il 49,05 per cento), mentre Biden è ancora in testa con 1,655 milioni di voti (49,44 per cento), un margine di meno di 4 decimi di punto percentuale.

La legge in vigore in Arizona prevede il riconteggio automatico dei voti in caso di elezioni conclusasi con uno scarto inferiore ad un punto percentuale. L’emittente televisiva “Fox News” aveva assegnato l’Arizona a Biden poche ore dopo la chiusura dei seggi il 3 novembre, innescando dure critiche da parte della campagna elettorale del presidente.

L’Arizona assegna 11 grandi elettori, e almeno di ribaltamenti dei risultati in Stati chiave come la Pennsylvania, teatro di cause legali da parte del presidente, non basterebbe a ribaltare l’esito dell’elezione presidenziale. agenzianova.com

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  1. In Pennsylvania, un impiegato postale che ha denunciato tramite una testimonianza giurata l’alterazione di schede elettorali da parte di funzionari di quello Stato ha negato di voler ritrattare le sue accuse, smentendo quanto riferito alcune ore prima da diversi media statunitensi. Lo scrive il quotidiano “Washington Times”. Il Comitato di sorveglianza della Camera ha annunciato ieri, 10 novembre, che Richard Hopkins ha ritirato l’accusa secondo la quale un dirigente delle poste locale avrebbe dato istruzione ai suoi sottoposti di retrodatare le schede elettorali spedite dopo il giorno delle elezioni, per consentire di conteggiarle in violazione delle norme vigenti nello Stato. Ore più tardi, Hopkins ha però ribadito, in una dichiarazione resa in video su Twitter e rilanciata dalla ong di orientamento conservatore “Project Veritas”, di volersi attenere alla dichiarazione giurata nella quale denunciava i presunti brogli, ed ha denunciato di essere stato “ingannato” da investigatori federali.

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