Dpcm, Bechis: Conte deve motivare chiusure con dati precisi o è un sopruso

Anche per non fare cose del tutto inutili come tutte quelle decise nelle ultime settimane, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha il dovere di motivare con dati pubblicati e chiari le decisioni adottate nell’ultimo suo dpcm che chiude molte attività commerciali dalle ore 18. Che percentuale dei contagiati di queste settimane è nata nei ristoranti? Quanti casi sono stati riscontrati nei bar? Quanti nei cinema? E nei teatri? Nelle palestre? E già che c’è, quanti casi sono stati riscontrati fra gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado? E quanti fra i loro professori e il personale non docente?

Perché sono decine di migliaia in tutte Italia le classi lasciate a casa dopo avere scoperto contagiati, e la sensazione diffusa è che il primo focolaio sia proprio quello della scuola. Ma se così non fosse, e invece il boom dei contagi reali è nei ristoranti, sia pure solo a cena, è obbligo del governo fornire le cifre reali in base alle quali ha scelto i contenuti del nuovo dpcm, escludendone altri. Altrimenti senza quei dati la chiusura di bar e ristoranti come di cinema e teatri è solo un sopruso compiuto da un esecutivo che si muove a tentoni, provandole a casaccio e varando un nuovo dpcm ogni settimana.

Questa volta almeno una notizia buona: alla chiusura parziale degli esercizi commerciali seguirà un risarcimento rapido contenuto in un decreto nei prossimi giorni. Ballano però le cifre, e bisogna conoscerle per giudicarle. Ma a fronte di un contributo che renda meno amara la chiusura parziale o totale degli esercizi commerciali, il governo ha un altro dovere. Quello di risarcire totalmente gli investimenti da loro fatti per mettersi in regola con i protocolli di sicurezza a cui sono stati obbligati per riaprire. Con il nuovo dpcm Conte di fatto ammette di avere costretto tutti a indebitarsi per trasformare i locali con regole che erano del tutto inefficaci, visto che oggi li si chiude per fermare la curva dei contagi. Allora quei soldi fino all’ultimo centesimo vanno rimborsati tutti dal governo, che poi potrà rivalersi sui suoi esperti che gli hanno fatto scrivere norme costose e inutili (Franco Bechis).

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