Feltri contro Bergoglio e il pauperismo che fa rima con comunismo

di Vittorio Feltri – Molti vecchi comunisti, e parecchi loro eredi, sono pauperisti, quindi d’accordo con il Papa nell’affermare che il mondo va storto perché aumentano i ricchi e soprattutto i poveri, che sarebbero in miseria per colpa degli abbienti, gente arraffona e golosa di denaro. Anche e specialmente l’Italia è zeppa di persone convinte che si stesse meglio quando si stava peggio. È un pregiudizio nostalgico privo di fondamento ma assai diffuso. Perfino su giornali disinibiti si leggono articoli che inneggiano ai bei tempi andati, allorché il popolo era più solidale e disposto a sacrificarsi per il bene del prossimo. Tutte balle, naturalmente, che in bocca a un Pontefice assumono un tono ascetico e si digeriscono senza sforzo.

Però non si possono bere quali verità assolute. Al massimo fanno tenerezza poiché pure un bambino dell’asilo Mariuccia è consapevole che il pianeta è sempre stato una schifezza in quanto abitato dagli uomini e dalle donne: le guerre, i saccheggi, gli ammazzamenti hanno caratterizzato la storia millenaria. L’unica cosa di cui noi contemporanei ci siamo avvantaggiati è il progresso scientifico e tecnico.

Qualsiasi cretino dovrebbe sapere che vivere oggi è più agevole rispetto a ieri. Per chiunque. Anche per i diseredati. Nel 1940 e 1950 le nostre case erano piccole, buie e fredde e in esse si ammassavano 7 o 8 individui che per sport si pestavano i piedi. I bagni non avevano il boiler bensì una stufetta che sputava a rilento acqua tiepida, il bidet era sconosciuto, a tavola si mangiava quel poco che passava il convento. E noi, stando ai pauperisti del menga, dovremmo rimpiangere gli stenti? Motivo? Bisogna anche considerare che certe prediche piovono da un pulpito non credibile.

Per esempio il Vaticano che ogni due per tre è protagonista di scandali imbarazzanti. Recentemente si è scoperto che girano più soldi nella Santa Sede (si fa per dire) che in Banca d’Italia, e svariati milioni sono manovrati da cardinali disinvolti frequentatori di belle dame. Non siamo moralisti e non ci stracciamo le vesti se i prelati si distraggono con quanto sta sotto le vesti femminili. Sono fatti di carne come noi e i peccati appunto di carne sono da capire. Ma che almeno la smettano di spingere affinché noi borghesucci si accolga a braccia aperte qualunque migrante in cerca di benessere. Non ce lo possiamo permettere. Se lo ficchino in testa.

Vadano i monsignori a raccogliere in mare coloro che arrivano dall’Africa e se li tengano nella cappella Sistina, nelle nostre abitazioni non c’è posto nemmeno per la cameriera, figurati per l’extracomunitario. Non abbiamo nulla contro Bergoglio, tuttavia se lui elargisce pii consigli urbi et orbi forse noi siamo autorizzati a darne uno a lui: lanci un’occhiata nelle sue stanze e alla sua banca prima di aspergere acquasanta sulle nostre teste, vedrà che non avrà più tempo per sponsorizzare il pauperismo che fa rima con comunismo. I poveri si aiutano materialmente, non vanno illusi con le chiacchiere ovvero le omelie.

liberoquotidiano.it – 17 ottobre 2020

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