Meluzzi: Bergoglio sfiderebbe le fiamme come san Francesco per affermare la sua Fede?


Giotto

Bergoglio ha dichiarato che la sua enciclica “Fratelli tutti” gli è stata ispirata, fra gli altri, dall’Imam (estremista) Ahmad Al Tayyeb durante l’incontro ad Abu Dabi e tale incontro è stato incautamente paragonato – da più parti –  a quello avvenuto a Damietta tra san Francesco ed il sultano Malik al-Kāmil. In realtà le due vicende hanno un significato completamente diverso.

San Francesco non era un codardo, ma un uomo di forte personalità e determinazione che, abbandonando i privilegi di una famiglia agiata, aveva scelto la povertà come strumento di libertàconcetto ben diverso dal pauperismo ideologico predicato da Bergoglio – e ridurre la sua figura a quella di colui che “Parlava alle cicale, predicava agli uccelli, e l’albero e l’arbusto erano suoi fratelli” è una superficiale, banale semplificazione.

San Francesco incontrò il sultano per convertirlo, non per instaurare con lui uno sterile dialogo interreligioso e, per convincerlo e per testimoniare davanti a lui la forza della sua Fede,  gli propose la famosa ordalia del fuoco. Alcuni storici, fra cui San Bonaventura, narrano che Malik al-Kāmil rifiutò la prova e, dopo alcuni giorni, interruppe i colloqui con il santo non trovando alcun punto d’incontro.

Inoltre, Tommaso da Celano, nella ‘Vita seconda di San Francesco’ scrive che era  «l’ardore della carità» a muoverlo e che egli «tentò di partire verso i paesi infedeli, per diffondere, con l’effusione del proprio sangue, la fede nella Trinità»

Il prof. Alessandro Meluzzi si pone pertanto una domanda: “Bergoglio sarebbe pronto come Francesco a sfidare le fiamme per affermare la sua Fede esclusiva in Gesù’ Cristo vero Dio e vero uomo e a tentare inutilmente di convertire il Sultano lasciando l’Islam? Global Correct?

Condividi