Peste bubbonica in Cina, Oms: ‘Casi ben gestiti, allarme non alto’

Nuova paura in Cina per il ritorno della peste bubbonica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta monitorando alcuni casi confermati nella regione autonoma della Mongolia interna. L’ultimo contagio riguarda un pastore, risultato infetto nel fine settimana. che è ora in quarantena in condizioni stabili. Pochi giorni fa erano stati rilevati altri due casi nella provincia di Khovd, come riporta l’Ansa. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa cinese Xinhua, queste due persone avevano mangiato carne di marmotta.

La peste bubbonica era una volta molto temuta. Oggi invece può essere curata con antibiotici, come ricorda la Bbc. Se non trattata tuttavia, la malattia ha un tasso di mortalità del 30-60%. Solitamente viene trasmessa dagli animali all’uomo dalle pulci. Si sospetta che i pazienti risultati positivi in Cina siano però stati contagiati mangiando carne di marmotta.

Peste bubbonica in Cina, Oms: ‘Casi ben gestiti, allarme non alto’. Divieto di caccia fino a fine anno

I casi di peste bubbonica riscontrati nella regione cinese della Mongolia sono “ben gestiti” e non rappresentano una minaccia elevata. Lo ha indicato l’Organizzazione mondiale della salute da Ginevra, che segue con attenzione l’evoluzione dei casi. “Per ora, non consideriamo che si tratti di un rischio elevato ma sorvegliamo attentamente” la situazione, in collaborazione con le autorità cinesi e mongole, ha detto una portavoce dell’Oms, Margaret Harris.

Le autorità della città di Bayannur hanno vietato per tutto l’anno la caccia e il consumo di animali che potrebbero veicolare la peste, come le marmotte. Hanno anche invitato la popolazione a segnalare i casi di roditori morti o malati.

L’allarme scattato è di livello 3. A maggio dell’anno scorso in Mongolia sarebbero morte due persone a causa della peste, contratta dopo aver mangiato la carne cruda di una marmotta.  affaritaliani.it

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