Violenze Usa, “un manifestante ha ucciso mia sorella, non la polizia”

Durante le violenze scoppiate in Usa con la scusa della morte di George Floyd, alcuni manifestanti si sono messi a sparare per le strade.

Davenport, Iowa – Una ragazza piange: “Un manifestante ha sparato a mia sorella. Non era la polizia. A causa loro, ho perso mia sorella.” La vittima si chiamava Italia Marie Kelly ed aveva 22 anni. E’ stata uccisa a colpi d’arma da fuoco durante la notte mentre i rivoltosi sparavano e distruggevano proprietà private a Davenport, una città di 100.000 abitanti.

Secondo la testimonianza della zia, Kelly si era unita alla protesta per la morte di George Floyd dopo aver lasciato il lavoro in un ristorante, domenica sera. E’ stata colpita a morte mentre, con un amico, stava salendo su un veicolo per abbandonare la protesta che era diventata troppo violenta.

Nella città sono state uccise due persone. Altre due, incluso un ufficiale di polizia, sono state ferite.

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