Migrazione forzata, conferenza episcopale: sbarchi rapidi e sicuri

La pandemia non dovrebbe essere una scusa per lasciare che gli esseri umani muoiano nel Mediterraneo”, così il Segretario Generale della COMECE – la Commissione delle conferenze episcopali della Comunità Europea – padre Barrios Prieto. In riferimento ai molti migranti che negli ultimi giorni non sono stati fatti sbarcare in modo tempestivo e sicuro nel porto più vicino dell’Unione europea, la COMECE chiede “un meccanismo di solidarietà prevedibile concordato tra gli Stati membri”.

Porti sicuri e vicini – La Commissione condivide le preoccupazioni espresse di recente dalla Conferenza Episcopale Maltese sulla sorte di 47 persone bloccate per giorni su di una nave di salvataggio di una ONG – in una situazione estremamente precaria nell’area di ricerca e soccorso affidata a Malta (SAR) – e infine ricondotte in Libia. L’Unione europea dovrebbe sostenere i suoi Stati membri nell’assicurare lo sbarco rapido e sicuro dei migranti e dei richiedenti asilo nel porto più vicino e sicuro, “che dovrebbe essere un porto europeo – afferma padre Manuel Barrios Prieto – perché i porti libici non possono essere considerati sicuri”.

Come richiesto dalla Risoluzione MSC.167(78) del Comitato per la sicurezza marittima dell’Organizzazione marittima internazionale, le persone salvate in mare possono essere fatte sbarcare solo in un porto sicuro. “I migranti – prosegue il Segretario Generale della COMECE – e i richiedenti asilo sono spesso sottoposti a torture, violenze e trattamenti disumani quando vengono riportati nei Paesi dai quali si sono imbarcati”.

Risposta comune alla migrazione forzata – Per evitare che il Mediterraneo si trasformi in un grande cimitero, la COMECE invita l’Unione Europea e i suoi Stati membri a lavorare per una risposta comune alla migrazione forzata, stabilendo “un meccanismo di solidarietà prevedibile concordato tra gli Stati membri per far fronte alle situazioni di emergenza dei migranti vulnerabili, in difficoltà in mare”.

Non lasciare nessuno indietro –  Nonostante le difficoltà causate dalla attuale pandemia di Covid-19 a tutti gli Stati membri dell’UE, la COMECE ricorda che i principi umanitari dovrebbero sempre prevalere. “Nessuno dovrebbe essere lasciato indietro – dice ancora padre Barrios – compresi i migranti in una nave di salvataggio”.

Come Papa Francesco ha ricordato a tutti noi nel suo Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 2019, “non si tratta solo di migranti”: si tratta di ” fare in modo che nessuno sia escluso”.

Dignità e rispetto dei diritti di tutti – L’Unione europea è una comunità di valori e di principi con la comune consapevolezza che gli esseri umani sono uguali in dignità e meritano il rispetto dei loro diritti e la protezione, soprattutto quando si trovano in una situazione di elevata vulnerabilità.

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