Il caso Calabresi non ha insegnato nulla: Repubblica e le liste dell’odio

Chissà che effetto farà a Paolo Berizzi di Repubblica la foto qui sopra. Il giornalista, immortalato dal  fotomontaggio del secoloditalia.it, provi ad immedesimarsi nei panni di Matteo Salvini, quando gli odiatori rossi gli dedicarono sulla rete il medesimo pensiero. O in quelli di Giorgia Meloni, anche lei a testa in giù centinaia di volte sui social. Ma Berizzi ha il torcicollo e non guarda a sinistra. Non ricordiamo la sua durissima condanna per quell’immagine del leader leghista. Perché l’odio deve riguardare solo la destra, pare una parola d’ordine ormai. Con la voglia di istigare le teste calde che sono ovunque. Perché ci ha fatto rabbrividire un suo tweet di ieri mattina, che annuncia da oggi su Repubblica una sua “rubrica quotidiana: si intitolerà #PiovonoPietre. Ogni giorno racconterò un episodio di razzismo, fascismo, nazismo, antisemitismo, bullismo politico, sessismo”. Aspettiamoci un minestrone di antifascismo e fakenews.

Altro che commissione Segre. Ormai si scatenerà il ludibrio quotidiano. Guai a chi solleverà un braccio, a chi conserverà la bandiera del nonno, il cimelio che gli fu regalato. Arriva Berizzi, lo straordinario investigatore che andò a scoprire persino un pericoloso stabilimento balneare a Chioggia. La caccia è aperta.

Per consulenze fasulle chiedere ad Alessia Morani – Ovviamente, una cosa del genere scatenerà l’emulazione, tra chi farà a gara per campeggiare su una rubrica giornalistica e chi invece a segnalare la camicia scura, -non-so-se-blu-notte-o-nera-dottore, del vicino di casa. Ci sarà anche un indirizzo mail per l’opportuna opera di spionaggio caciarone. Chissà se Berizzi si avvarrà anche della consulenza di Alessia Morani, l’attentissima storica di governo che spacciò persino la bandiera tricolore come una conquista della resistenza antifascista…

Triste, molto triste, questa Repubblica delle Banane che la mattina andrà in edicola oppure online per una specie di caccia all’uomo. Già, perché qualunque comportamento – o affermazione – politicamente scorretto per loro è sinonimo di fascismo, razzismo, antisemitismo e pure sessismo. Come quelle uova lanciate all’atleta di colore in Piemonte. O il maestro che mise in castigo il bimbetto di colore a scuola. Gridarono alle forze oscure della reazione in agguato, quelli di Repubblica e non solo, salvo poi darsela a gambe levate quando si scoprì che il lanciatore di uova era figlio di un consigliere Pd e il maestro di Foligno un compagno…

La grancassa mattutina di Repubblica – Ormai il Pd resta con la testa al secolo scorso, come ripete in una cantilena stonata Nicola Zingaretti nel suo ridicolo parallelismo tra questi anni Venti in arrivo e quelli del Novecento. E Repubblica prepara la grancassa mattutina. Ma a Berizzi non capiterà mai di veder piovere pietre nel campo rosso, di fare una bella inchiesta sulle strade intitolate a Palmiro Togliatti – o quella dedicata a Stalingrado a Bologna… – tanto per spiegare che cosa deve cominciare a discendere dalla mozione approvata dal Parlamento Europeo sulle atrocità del comunismo. E sulle complicità che ne favorirono – o ci provarono – l’espansione

Quello di Repubblica è l’ennesimo tentativo di avvelenare la democrazia italiana. Lo stesso titolo della rubrica annunciata da Berizzi, “Piovono pietre”, è devastante, sobillatore, istigatore. Ne avverte il bisogno solo chi ha disperato bisogno di un clima sempiterno di guerra civile. Perché non sanno che cosa dire alla gente. Chissà come commenterebbero una nostra rubrica quotidiana – qui, sul Secolo d’Italia – sulle violenze dei migranti… La intitoliamo “Volano coltelli”? Oppure semplicemente “Oseghale”?

Tra l’altro, a Repubblica hanno copiato il titolo da un’altra rubrica, curata da Alessandro Robecchi sul Fatto. Se vogliono un suggerimento per uno più confacente glielo forniamo volentieri: “Le Iene”.

Francesco Storace

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