Violenza sessuale su 17enne, marocchino assolto perché troppo ubriaco

Si chiude con un’assoluzione con formula dubitativa il processo di primo grado per violenza sessuale a carico di A. D., il 26enne marocchino accusato di aver violentato, il 3 novembre 2017, una ragazza bolognese, all’epoca 17enne, in un vagone abbandonato della stazione ferroviaria del capoluogo emiliano.

Lo ha deciso il collegio del Tribunale di Bologna presieduto dal giudice Valentina Tecilla, che ha quindi accolto la richiesta del legale di Dhabi, Alessandro Cristofori, e rigettato quella del pm Roberto Ceroni, che al termine della sua requisitoria aveva chiesto per l’imputato una condanna a sei anni di carcere. Non ha quindi convinto i giudici la ricostruzione della Procura di quanto avvenuto quella sera, quando la giovane fu avvicinata in piazza Aldrovandi, assieme a due suoi amici, da tre ragazzi maghrebini, tra i quali l’imputato.

Secondo la tesi accusatoria, Dhabi avrebbe sottratto il cellulare alla ragazza, raccontandole che a rubarlo era stato uno degli altri due nordafricani del gruppo, offrendosi poi di aiutarla a ritrovarlo, dicendole di sapere dove si trovava il ladro. Con questo stratagemma avrebbe quindi convinto la giovane, che per sua stessa ammissione aveva bevuto molto e aveva assunto droghe e farmaci e quindi non si rendeva conto di quello che faceva, a seguirlo fino al vagone abbandonato, dove poi avrebbe abusato di lei approfittando delle sue precarie condizioni psico-fisiche.

Secondo Cristofori, invece, Dhabi, che “proviene da un humus culturale scadente, ha pensato di trovarsi davanti una ragazza ‘facile’, visto l’atteggiamento della giovane” (e da quando le legge autorizza o sminuisce la violenza sessuale sulle ragazze facili?, ndr), ma in ogni caso “era talmente alterato da alcol e droghe che, come lui stesso ha detto, non era in grado di avere un rapporto sessuale

Alla fine, i giudici hanno assolto l’imputato dall’accusa di violenza sessuale, condannandolo a quattro mesi e a 120 euro di multa per il furto del cellulare della ragazza. Per capire con esattezza su quali elementi si fondi la sentenza di assoluzione bisognera’ pero’ attendere le motivazioni, che dovrebbero essere depositate nel giro di 90 giorni. (Agenzia Ama/ Dire)

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