2 cedimenti a Pompei, ma se il ministro è Franceschini sono “fisiologici”

quella degli scavi e’ un’area estremamente estesa, ben 66 ettari, di cui 44 alla luce, in cui tali episodi sono da considerarsi fisiologici

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26 giu. – Due cedimenti strutturali, forse dovuti alle piogge abbondanti della scorsa settimana a Pompei.
Ne informa una nota della Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia. La scoperta nel corso di monitoraggi tecnici di routine. I due cedimenti riguardano una bottega sita nella Regio VII, insula 3, al civico 37.

Due gli ambienti toccati dagli episodi “sollecitati probabilmente del maltempo e dalle piogge di questi giorni”. In una prima zona, “si e’ verificato il cedimento della parte superiore del pilastro in laterizi che costituiva l’angolo Nord della parete e di cui, gia’ in fase di monitoraggio per la messa in sicurezza, era stato segnalata la presenza di un restauro moderno”. Il secondo, “ha interessato la parete Sud di un secondo ambiente di cui era gia’ stata segnalata la condizione di rischio dell’angolo occidentale e di cui oggi si e’ documentato il distacco”.

I cedimenti in un’area chiusa al pubblico e gia’ oggetto di attenzione e di monitoraggio, in quanto inclusa tra i progetti di messa in sicurezza del Grande Progetto Pompei, e in cui interventi previsti, seppur con bando di gara gia’ aggiudicato, non sono ancora partiti per un ricorso nei confronti della ditta vincitrice.

“Qualsiasi incidente del genere a Pompei non puo’ essere minimizzato, seppur di portata limitata – dice il soprintendente Massimo Osanna – tuttavia e’ bene ricordare che quella degli scavi e’ un’area estremamente estesa, ben 66 ettari, di cui 44 alla luce, in cui tali episodi sono da considerarsi fisiologici, e che attraverso il Grande Progetto Pompei si sta cercando di monitorare e intervenire su ogni zona del sito archeologico”.
(AGI) .

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