Renzi prende atto della realtà: se la UE non cambia non ci sarà crescita

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25 giu. – Via libera alla Camera (con 296 si’) e al Senato (148 i voti favorevoli) alle risoluzioni della maggioranza che approvano le linee programmatiche del semestre di presidenza italiana. Ora venerdi’ Matteo Renzi e’ atteso ad un delicato Consiglio europeo sulle nomine Ue e poi sara’ ad inizio luglio a Strasburgo per illustrare il programma dei mille giorni messo a punto dall’esecutivo. “O l’Europa cambia direzione di marcia o non esistono possibilita’ di sviluppo e crescita”, ha detto oggi nell’Aula di Montecitorio il premier.

Il presidente del Consiglio ha spiegato la linea del nostro Paese: “Noi – ha detto – non chiediamo di violare la regola del 3 per cento. Non vogliamo vivere l’elenco delle raccomandazioni dell’Europa come la lista della spesa, come se l’Europa fosse una vecchia zia noiosa. Il semestre di presidenza sara’ un’occasione per le riforme”. “L’Europa – ha insistito il Capo del governo – torni ad essere il “luogo dell’utopia”. Ed ancora: “Si e’ immaginato di fare l’Europa solo basandosi sulla stabilita’. Ma la stabilita’ senza la crescita diventa immobilismo. Si e’ affidato alla moneta il compito di costruire l’Europa. Questo ragionamento non basta: non basta avere una moneta unica per condividere un destino insieme”. “La sfida in cui siamo, come Italia, e’ un’Italia che sia nelle condizioni di investire nella politica, che oggi ha la responsabilita’ di prendere la moneta, di dire che rispettiamo le regole ma anche di dire che o l’Europa cambia marcia o non esiste la possibilita’ di crescita”, ha aggiunto il premier. “Se non aumenteranno i posti di lavoro non ci sara’ nessuna stabilita’.

Non andiamo in Europa a chiedere una poltroncina o a battere i pugni sul tavolo, ma per fare politica”, ha ancora osservato Renzi. “L’Italia – ha concluso – ha recuperato l’autostima e l’autorevolezza per sedersiai tavoli europei e dire che ci presentiamo con l’umile consapevolezza e la coriacea determinazione di chi sa che tanto ha da imparare, ma altrettanto ha da dare e chiedere”. agi

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