Li conosciamo bene, non siamo sorpresi. I “compagni” hanno sempre fatto cosi

Ieri furono loro. Oggi è Berlusconi. Domani sarà qualcun altro a dover sopportare fango e menzogne. I “compagni” hanno sempre fatto cosi.

di Vincenzo Merlo – 21 dic 2012 – Al di la’ delle opinioni, i dati economici condannano senza remore un anno di governo Monti, tutti gli indicatori essendo peggiorati rispetto al governo Berlusconi. Il PIL mostra infatti un calo del 2.6 tendenziale, a fronte di un aumento dello 0.4 nel 2011; peggio ancora vanno i consumi ( meno 3.7), le vendite al dettaglio ( meno 3., la produzione industriale ( meno 6). Alcuni settori economici mostrano un vero e proprio tracollo, a partire da quello edile per finire a quello automobilistico, dove il 75 per cento dei concessionari intende addirittura abbandonare il mestiere.

Nonostante l’aumento della pressione fiscale ( salita di oltre un punto rispetto allo scorso anno, soprattutto grazie all’introduzione dell’Imu, che ha fruttato all’erario 24 miliardi di euro), il rapporto debito pubblico-PIL e’ salito al 126.1 per cento, a fronte del 119.9 lasciato dal governo Berlusconi, con il debito che supera la soglia dei 2000 miliardi di euro, pari a 33000 euro pro capite; il numero dei disoccupati e’ salito in dieci mesi di oltre 700.000 unita’, raggiungendo l’11.1 per cento, a fronte dell’ 8.4 per cento del novembre 2011.

Mentre con il governo Berlusconi rientravano ( almeno in parte) i capitali depositati all’estero, si stima che i capitali fuoriusciti dall’inizio dell’anno ammontino a 235 miliardi di euro ( fonte: Libero). In questo scenario fosco, paragonabile solo ai livelli di sussistenza del secondo dopoguerra, l’unico dato in controtendenza e’ il lieve abbassamento dello spread ( oggi 21 dicembre attestato attorno ai 310 punti), anche se va rilevato che tale miglioramento si deve in buona sostanza al decisivo intervento della BCE di Draghi nel luglio scorso ( quando il differenziale rispetto ai bund tedeschi era tornato sopra i 500 punti), rimanendo peraltro la media dello spread del governo Monti più alta che sotto quello precedente.

Il quadro e’ dunque disastroso e la responsabilita’ va equamente divisa tra Monti e le ricette di rigore e austerita’ predicate dall’Europa germanocentrica. Ricette che lungi dal guarire il paziente, lo stanno definitivamente affossando. La cosa che sconcerta di più, tuttavia, e’ che il circuito mediatico continui a stravolgere la realtà, incensando il governo dei tecnici e criminalizzando il governo eletto dagli italiani, vale a dire il governo Berlusconi. Il quale e’ oggetto da tempo di una campagna diffamatoria, amplificata dai media, che sorprende solo chi non conosce la storia di questo Paese, un Paese che risente di una specificità di lungo periodo che incide pesantemente: vale a dire l’egemonia della sinistra nei punti strategici della società.

I gangli vitali della società italiana (informativi, mediatici, formativi, culturali, di rappresentanza sindacale) sono da lungo tempo, in misura schiacciante, appannaggio di elites laiciste e di sinistra, talvolta addirittura estrema. Siamo cioè di fronte alla rappresentazione plastica di ciò che Gramsci aveva teorizzato un secolo fa, quando aveva indicato al nascente Partito Comunista d’Italia la via per la conquista del potere: occupati gli snodi strategici della società civile, anche il potere politico sarebbe ben presto caduto nelle mani comuniste.

La sproporzione tra le forze in campo è evidente: dalla scuola statale alle università, dalla magistratura ai sindacati, dalla cosiddetta “grande stampa” (“La Repubblica” di De Benedetti, il “Corriere della Sera” di Bazoli, passando per “La Stampa” degli Agnelli e di Cordero di Montezemolo e “Il Messaggero” di Caltagirone), ai programmi “di approfondimento politico” della tv pubblica (leggasi Floris, Fazio-Littizzetto, Benigni, Gabanelli, dove sistematicamente si imbastiscono processi a carico del premier Berlusconi).

E che dire di intere reti pubbliche (raitre, rainews) che 24 ore su 24 martellano di propaganda veemente a favore della sinistra? E avete mai seguito “gli approfondimenti” di “La 7” o quelli di “Sky”? Il risultato di tutto ciò e’ l’assalto alla figura di Berlusconi, ” colpevole”, agli occhi di tutto questo variegato schieramento, di un peccato imperdonabile: aver impedito a questa sinistra italiana (che conserva nel suo Dna alcuni tratti del comunismo), di conquistare, oltreché il potere sulla società civile (purtroppo mai scalfito in 65 anni di repubblica), anche quello politico.

Berlusconi è un combattente per la libertà, che ha sfidato e battuto il gigante in più occasioni, offrendo un approdo sicuro agli orfani del pentapartito, spazzato via da quella stessa regia mediatico-giudiziaria di stampo laicista-comunista che da 18 anni vede nel Cavaliere il nemico da abbattere. È “l’eterno ritorno del sempre uguale”.

Li conosciamo bene, ecco perche’ non siamo sorpresi. I ” compagni” hanno sempre fatto cosi. Nel 1948 le piazze rosse insultavano De Gasperi (“Vattene via, odiato cancelliere, o lo faremo noi a calci nel sedere”), poi Fanfani (il “fanfascismo”), poi venne la volta di Moro (” Governo Moro, governo di rapina”) di Leone, ingiustamente additato dai giornali sinistro- radicali di essere il tangentista “Antelope Kobbler”. Poi venne la volta di Craxi ( il ” cinghialone”), poi di Andreotti ( “capo della mafia”). Oggi è la volta di Berlusconi. Domani sarà qualcun altro a dover sopportare questo fango e queste menzogne.

Questi signori hanno per anni propagandato il comunismo come la dottrina perfetta; invece di chiedere scusa per il totale fallimento di questa ideologia, eccoli di nuovo a pontificare. Con la stessa supponenza di allora. Ecco perché i moderati non devono disperdersi! Anche se non è facile vincere per chi canta fuori dal coro e va controcorrente, anche per la prossima sfida elettorale confidiamo nel buon senso della nostra gente che, non dando retta a certa ” grande stampa”, non si lascia intimidire dalla prepotenza e dagli ultimi sussulti degli epigoni di un’ideologia fallita.

Vincenzo Merlo

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