Manipolazioni per alzare i tassi sui mutui: UE attacca Euribor

12 dic – Dodici banche nel mirino delle autorità europee per presunta manipolazione dell’Euribor, l’indice di riferimento per i tassi di interesse su miliardi di euro di prodotti finanziari.

L’Unione Europea – secondo quanto riporta il Wall Street Journal – dovrebbe presto puntare il dito contro diversi istituti, ritenuti responsabili di tentata manipolazione. Le indagini sono in corso e riguarderebbero, fra le altre, Credit Agricole, Societé Generale, Hsbc e Deutsche Bank. Le quattro banche avrebbero fatto squadra con Barclays, la banca inglese al centro dello scandalo del Libor e che avrebbe ammesso un coinvolgimento anche nell’Euribor.

Euribor è un indicatore istituito nel 1999 e che ha una particolare importanza nella comunità finanziaria. Nello specifico, le 50 maggiori banche di Eurolandia (tra cui le italiane IntesaSanPaolo, Unicredit ed Mps) comunicano quotidianamente i tassi di interesse ai quali prevedono di prendere denaro in prestito da altri istituti, durante la giornata. L’informazione viene inviata entro le 11 all’agenzia finanziaria Reuters, che poi pubblica una media dei dati ricevuti, la quale rappresenta la quotazione ufficiale dell’Euribor.

Per evitare che qualcuno faccia il furbo, comunicando dati troppo alti o troppo ridotti per manipolarel’Euribor, viene sempre eliminato il 15% dei valori più elevati e il 15% di quelli più bassi. Il meccanismo, almeno sulla carta, sembra funzionare alla perfezione. Purtroppo, però, alle banche non manca la possibilità di imbrogliare.

Per taroccare l’andamento del tasso, un istituto può comunque inserire dei valori non veritieri e accordarsi con i concorrenti, ovviamente di nascosto, per mettere in atto pratiche concertate, cioè per far salire o scendere le quotazioni dell’Euribor, a seconda della convenienza (panorama)

Sarebbe coinvolta – mette in evidenza il Wall Street Journal – anche Ubs: la banca svizzera potrebbe annunciare a breve un patteggiamento per regolare la disputa con le autorità europee.

Alla luce del possibile nuovo scandalo, l’European Banking Federation (Ebf), il gruppo che sta dietro l’Euribor, sta portando avanti la propria campagna per evitare lo stesso destino della British Bankers Association, che si è vista strappare dalle autorità inglesi il controllo del Libor. “Quando lo scandalo del Libor è scoppiato, siamo stati rapidi a dire a tutti che siamo aperti a una supervisione da parte delle autorità. Ci sono delle debolezze nella governance” afferma con il Wall Street Journal il numero uno dell’Ebf, Guido Ravoet.

Alla metà di novembre la Banca Centrale Europea (Bce) ha auspicato cambiamenti nell’Euribor, inclusa la diretta regolamentazione da parte della autorità europee e una maggiore indipendenza dall’Ebf. Le indiscrezioni del Wall Street Journal sull’Euribor arrivano nel giorno in cui un’altra banca, Standard Chartered, si trova a far fronte alle autorità negli Stati Uniti. La banca inglese, alle prese con l’accusa di violazione delle leggi sulle sanzioni americane, ha patteggiato con le autorità federali il pagamento di 327 milioni di dollari per aver eseguito transazioni con l’Iran e altri paesi sanzionati. Dei 327 milioni di dollari, circa 100 milioni sono per la Fed che ha comminato alla banca una multa per pratiche bancarie non sicure: si tratta di una delle sanzioni più elevate imposte dalla Fed con questa motivazione. L’accordo segue quello raggiunto in agosto con il Dipartimento dei Servizi Finanziari di New York con il quale ha patteggiato il versamento di 340 milioni di dollari per risolvere la stessa disputa chiusa oggi con le autorità federali, ovvero 250 miliardi di dollari di transazioni con l’Iran.(ANSA).

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