Il Medio Oriente, il mondo dell’informazione e la verità

Di Michael Sfaradi – Tel Aviv 8 dicembre 2012

Rivolta in Egitto

Dalla fine dell’operazione ‘Amud Anan’ (Colonna di nuvola) e con lo stop israeliano alle operazioni militari sulla striscia di Gaza, sembra proprio che il medio oriente sia diventato un’oasi di felicità.
Infatti sulla quasi totalità dei giornali italiani le notizie dal medio oriente sono degne della prima pagina e dei titoli ad effetto solo se Israele è coinvolta nei combattimenti, quando invece le popolazioni arabe si massacrano fra di loro o si riuniscono in violente manifestazioni di piazza al fine di deporre i nuovi dittatori islamici, le News vengono centellinate e trovano posto solamente negli scampoli di spazio rimasti sui fogli di giornale o sulle pagine dei siti web fra i titoi riguardanti le notizie dei ricchi, potenti e famosi.

Vasta eco hanno infatti avuto sui principali media italiani le gravidanze e i parti delle principesse e delle ‘Star’ televisive e anche i giornali che generalmente non trattano il ‘Gossip’ non si sono affatto risparmiati e hanno sprecato fiumi di inchiostro, vero ed elettronico, per raccontarci, passo dopo passo, la gravidanza della principessa Kate Middleton o della Star televisiva Belen Rodriguez, oppure, doglia dopo doglia, il parto dalla Gieffina Raffaella Fico che ha messo al mondo la signorina Balotelli.

Detto ciò sento l’esigenza di raccontare per l’ennesima volta quello che gli altri non dicono perché gli interessi politici personali, di testata o editoriali, preferiscono che certe cose rimangano camaleonticamente nascoste fra le righe del detto e non detto.

Iniziamo con il Segretario di Stato U.S.A. signora Hillary Clinton che in questi giorni prepara la sua audizione davanti alla commissione d’inchiesta del Senato sull’attacco al consolato di Bengasi e sulla barbara uccisione dell’ambasciatore Stevens.
Difficile capire cosa possa inventare per continuare a coprire tutte le falle che ci sono state nella catena di comando in quel maledetto 11 settembre 2012, la speranza è che si cominci a capire se le falle sono state per incompetenza generale o volute scientificamente.

In ogni caso la gravità di ciò che successe in Libia ancora non è uscita dai cassetti della Casa Bianca, ma quando uscirà, la sensazione generale è che la commissione d’inchiesta voglia andare fino in fondo su questa faccenda, ne vedremo delle belle.
Nel prossimo futuro, ne sono quasi sicuro, ci saranno molti volti, famosi e potenti, estremamente imbarazzati.

Tornando al Medio Oriente i focolai di tensione attualmente più importanti sono la Siria e l’Egitto.
In Siria il numero delle persone uccise è salito, giorno dopo giorno, nell’indifferenza più totale, e questo andamento va avanti da mesi e chi siede nelle stanze dei bottoni delle cancellerie del mondo civile dovrebbe vergognarsi.
L’O.N.U., gli Stati Uniti, la Francia, la Gran Bretagna, tutta l’Unione Europea in generale, hanno appoggiato economicamente e militarmente la rivolta libica fino all’ultimo giorno di Gheddafi, spalleggiati dalla quasi totalità della stampa che faceva opinione sul fronte interno.
Lo stesso mondo civile è poi accorso in forze pur di fermare Israele mentre si difendeva, e sempre sulla stessa stampa i titoli con i termini ‘massacro’ e ‘crimini di guerra’ si sono sprecati.

Poi, quando si è trattato della Siria, il mondo ‘civile’ ha chiuso per mesi gli occhi, orecchie e coscienze, e la stampa si è occupata di altro.
Il petrolio libico, a quanto pare, vale più del sangue siriano e i bambini siriani, morti a migliaia durante questi mesi, hanno il torto di non avere la macchina di propaganda palestinese che fa arrivare le grida disperate in ogni angolo di mondo.
No, le grida dei bambini siriani sono mute o circoscritte all’ambito della loro famiglia, perché la tragedia e le vite spezzate non fanno parte dei programmi politici e degli interessi generali di un occidente sempre più cieco e dislessico mentre vede il problema piccolo e ignora quello grande.

Ho sentito degli analisti politico – militari dire che non si possono rifornire i rivoltosi di armi perché in mezzo a loro ci sono molti appartenenti ad Al Qaeda e non si può monitorare poi l’uso la fine faranno questi armamenti.
Questa ritornello fa parte della lezione imparata in Libia dove forniture belliche, di fabbricazione occidentale e di ultima generazione, distribuite fra i rivoltosi mancano all’appello e si trovano attualmente nella striscia di Gaza pronte a rientrare in azione, questa volta contro Israele, alla prossima occasione.
Mi chiedo, un intervento degli eserciti occidentali a fine umanitario per mettere a tacere le armi in Siria e salvare la popolazione di civile dai massacri che poi ha dovuto subire, non era possibile? La Russia non vuole? E allora? Non voleva neanche un intervento in Libia eppure lì, sì che si è intervenuti… eccome se si è intervenuti.
Le ire funeste di Putin, nel caso libico non hanno fermato nessuno, perché in Siria diventano determinanti? Non sarà per caso che il motivo è che in Siria non c’è petrolio per cui non vale la pena e che per i massacri, alla fine, si può sempre esprimere il più sentito cordoglio?

In Egitto, tutti lo ricorderete, durante la ‘primavera araba’ che si è poi trasformata nel ‘gelido inverno’ che ha portato al potere i ‘Fratelli Musulmani’, la copertura mediatica nelle ore che precedettero la caduta di Mubarak era capillare.
Articoli e servizi televisivi erano un tamburo martellante che ci raccontava la favola della grande democratizzazione che ci sarebbe stata nel paese di lì a poco.
Democratizzazione che si è sviluppata in nome della Shaaria e della dittatura islamica.
In questi giorni gli egiziani intelligenti che hanno capito che la svolta li sta portando verso una dittatura d’acciaio che farà loro rimpiangere il vecchio Rais, stanno manifestando anche in maniera violenta e chiedono a Morsi, il nuovo presidente padre e padrone, di annullare le leggi che gli conferiscono potere assoluto sulla nazione.

Di questa ‘nuova primavera’, i fatti lo confermano, non si deve parlare o se lo si fa in maniera molto ‘leggera’, i giornali e le televisioni del ‘mondo libero’ continuano ad essere il tam-tam o la sordina a seconda di come conviene a qualcuno mentre chi ci rimette è la verità e la gente che, non sapendo, continua ad avere idee sbagliate su una realtà che presto si ritroveranno impreparati a dover affrontare anche da vicino.
Pertanto fedeli a questa nuovo mondo dell’informazione, non si deve dire ad alta voce che Morsi, per già due volte, ha dovuto lasciare il palazzo sotto scorta uscendo da una porta secondaria e che ieri sera i manifestanti hanno forzato i cancelli di ingresso del palazzo presidenziale.
Non bisogna dire, e la gente non deve sapere, che tra i manifestanti si contano già diverse vittime e numerosissimi feriti e che sono molte le città, oltre al Cairo, che tutte le sere vengono bloccate dalle manifestazioni di chi non vuole finire dalla padella direttamente sulla brace.
Non bisogna dirlo e infatti di tutto questo ci sono pochissime tracce e molto ben nascoste.

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One thought on “Il Medio Oriente, il mondo dell’informazione e la verità

  1. LO verre, ci indichi lei qualche mezzo di difesa più consono…..Ci spieghi , per favore. cosa avrebbe fatto lei dopo anni ed anni di missili sopra la testa. Siamo ansiosi di saperlo.

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