Primavera araba sul richiamo alla Sharia, Fini e De Mistura: la Ue sostenga i cambiamenti

10 lug – ”La nostra democrazia presuppone condizioni che non sono proprie della societa’ musulmana. Non lo dico per un senso di superiorita’ dell’Occidente ma per rilevare delle differenze evidenti tra le due societa’. La nostra e’ infatti una comunita’ secolarizzata mentre quella dei popoli che hanno vissuto la Primavera araba e’ fondato sul richiamo alla Sharia”.

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Cosi’, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel corso del suo intervento al convegno ‘Il ristagno europeo e il fermento arabo’ presentato dalla Fondazione Agenda al Palazzo delle Esposizioni a Roma ed ampiamente dedicato all’ondata di sommosse popolari che lo scorso anno travolse i regimi di Egitto, Libia e Tunisia.

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La Primavera araba – ha spiegato Fini – ha avuto la forza di far cadere dei governi ai quali l’Europa si era oramai assuefatta. Inizialmente c’e’ stato un timore secondo cui molti si preoccupavano di poter rimpiangere persino i vecchi regimi, come se non fosse possibile istituire in alcuni paesi del Nord Africa dei nuovi governi democratici”. Il fondatore di Futuro e Liberta’ ha quindi ricordato nel corso dell’incontro come l’Islam non sia un fenomeno monolitico.

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”Bisogna essere realisti – ha ribadito – poiche’ lo sviluppo delle diverse democrazie dipendera’ dai vari approcci politici e culturali” che gli esecutivi ad interim di quegli Stati che nel 2011 hanno vissuto le proprie rivolte antigovernative ”riusciranno ad aprire”.

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A fare eco al presidente della Camera anche il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura, secondo cui l’Europa ha il dovere di ”accompagnare lo sviluppo dei nuovi processi democratici che si stanno aprendo nelle regioni investite dalla Primavera araba. Prima – ha proseguito il sottosegretario – l’Occidente aveva gli occhi chiusi sulla stabilita’ di alcuni paesi consapevolmente, anche al prezzo di glissare su violazioni dei diritti umani”. Noi, ha quindi ribadito De Mistura, ”abbiamo oggi la possibilita’ di accompagnare questi cambiamenti democratici e l’Ue ha l’occasione di sostenere con forza la loro stabilita”’.

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