Imola: “La Cittadinanza, non è una carta di credito per accedere a dei servizi!”

La maggioranza di sinistra di Imola ha approvato mercoledì un Ordine del giorno in cui si caldeggia il Parlamento a istituire per i nati in Italia da genitori extracomunitari la cittadinanza italiana sulla linea della più assurda demagogia, senza riflettere sulle implicazioni pratiche.

La cittadinanza per diritto di suolo, quindi per il solo fatto di essere nati in un paese è una prerogativa di stati che vogliono attirare immigrazione e che hanno bisogno di colonizzare grandi territori.

Il caso classico è quello degli Stati Uniti non certamente dell’Italia che vanta assieme alla Germania la maggiore quantità di popolazione per kilometro quadrato. Infatti in Europa nessun paese – tranne la Francia – sia pure con moltissime restrizioni, applica il principio di cittadinanza acquisita per nascita sul territorio nazionale.

Si precisa che l’attuale ottima legislazione italiana in materia, prevede che il nato in Italia da genitori stranieri possa ottenere al compimento del diciottesimo anno di età la cittadinanza italiana, se ha sempre vissuto sul territorio nazionale. Quindi, a differenza di altri paesi europei la cittadinanza al nato in Italia è ammessa.

La norma che vorrebbe la sinistra imolese (e non solo imolese) imporrebbe al neonato di subire una scelta non sua, in quanto non capace di intendere e volere, ma dettata dal legislatore e dalla volontà dei genitori. Inoltre, si precisa che molti paesi di origine del neonato (in fondo all’articolo l’elenco),  farebbero perdere automaticamente la cittadinanza di origine al bimbo con l’estrema difficoltà futura di tornare nel paese di origine della sua famiglia, paese, che  nei prossimi anni potrebbe essere ben più ricco dell’Italia, o semplicemente, lo costringerebbero al “Visto” per accedere al paese degli avi. Un vero e proprio sradicamento culturale.

Proprio per dare alla cittadinanza una dignità di scelta e una consapevolezza, la nostra legge impone la maggiore età allo scopo di maturare tale scelta e nell’intendimento di affinarsi alle abitudini del nostro paese.

Per altro verso, i paesi di vecchia immigrazione italiana come ad esempio gli Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda, Australia, Argentina, danno la possibilità di avere la doppia cittadinanza.

Quindi per fare un esempio, un americana potrebbe essere interessata a partorire in Italia in quanto il passaporto italiano conferisce molti più accessi di quello statunitense a tutti i paesi del mondo ma soprattutto rende possibile la libera circolazione e i benefici sociali di welfare in tutti i paesi membri europei.

Un cittadino USA con cittadinanza italiana potrebbe usufruire di cure mediche in USA pagate dal nostro servizio sanitario laddove, per averle
bisognerebbe spendere molti soldi in assicurazioni, per non parlare dei regimi fiscali combinati che possono garantire vantaggi.

La demagogia populista, è il vero faro di questa proposta, che nel contempo, si annulla la volontà di una persona e si tenta di troncare i legami con la cultura di appartenenza in una strada senza ritorno.

Riteniamo che molti immigrati non vogliano minimamente rinunciare alla loro cittadinanza e che alcuni di loro non amino particolarmente l’Italia ma la considerino solamente una opportunità di lavoro e quindi perché non lasciare a loro la libera scelta al compimento della maggiore età ?

La sinistra pensa che tutti gli immigrati “sbavino” per acquisire la cittadinanza italiana esclusivamente perché per ora è economicamente più appetibile di quella dei paesi di origine, i quali in quanto momentaneamente poveri, non valgono molto, quindi l’offerta della cittadinanza è una scelta che non si può rifiutare per Manca e soci.

La cittadinanza non è una carta di credito che da accesso a dei servizi; ha per noi un significato ben più profondo e quindi ritenendo che anche i figli di immigrati provenienti di paesi poveri abbiano lo stesso nostro sentimento.

Per tutto questo, abbiamo votato decisamente contro questa norma di inciviltà

Riccardo Mondini Capo Gruppo (Ucd) Unione di Centro Destra al Consiglio comunale di Imola

Alcune note:

CITTADINANZA

La cittadinanza è l’appartenenza di una persona ad un determinato Stato. L’acquisizione della cittadinanza italiana: – è automatica, verificandosi le condizioni previste dalla legge; – subordinata a domanda dell’interessato, qualora sussistano determinati requisiti.

LA CITTADINANZA SI ACQUISISCE AUTOMATICAMENTE:

– per filiazione: “ius sanguinis” o diritto di sangue in virtù del quale il figlio nato da padre italiano o madre italiana è cittadino italiano;
– per nascita sul territorio italiano: “ius soli” o diritto di suolo, se i genitori sono ignoti o apolidi oppure se i genitori stranieri non trasmettono la propria cittadinanza al figlio secondo la legge dello Stato di appartenenza o se il minore è stato rinvenuto in una condizione di abbandono sul territorio italiano;
– per riconoscimento di paternità o maternità o a seguito di dichiarazione giudiziale di filiazione durante la minore età della persona;
– per adozione durante la minore età della persona.

LA CITTADINANZA ITALIANA SI ACQUISISCE SU DOMANDA:
per beneficio di legge, con accertamento effettuato dalla competente autorità (Sindaco, Autorità consolare, Ministero dell’Interno) nei seguenti casi:
1) discendente in linea retta (fino al 2° grado) da cittadino/a italiano/a per nascita in presenza di uno dei seguenti requisiti:
– prestazione del servizio militare nelle Forze Armate Italiane previa dichiarazione di voler acquisire la cittadinanza italiana.
– assunzione di un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato Italiano, con dichiarazione di voler acquistare la cittadinanza italiana.
– residenza legale in Italia da almeno due anni al raggiungimento della maggiore età con dichiarazione, entro un anno dal compimento del 18° anno, di voler acquistare la cittadinanza italiana
2) nato sul territorio italiano e ivi residente legalmente ed ininterrottamente fino al raggiungimento della maggiore età con
dichiarazione, entro un anno dal compimento del 18° anno, di voler acquistare la cittadinanza italiana
3) maggiorenne riconosciuto/dichiarato giudizialmente quale figlio di genitore italiano, con dichiarazione di elezione della cittadinanza italiana entro un anno dal riconoscimento/dichiarazione.
per matrimonio con cittadino/a italiano/a, a seguito di decreto di
concessione del Ministero dell’interno, previa domanda al Prefetto competente, in presenza di tutti i seguenti requisiti:  residenza legale in Italia per un periodo di almeno 6 mesi dopo il matrimonio  iscrizione/trascrizione del matrimonio in Italia, sui registri di stato civile  assenza di condanne penali nei casi indicati dalla legge  assenza di impedimenti connessi alla sicurezza nazionale

Qualora l’interessato sia residente all’estero, il requisito di cui al punto 1 è sostituito dal seguente: decorrenza di tre anni dalla data di matrimonio.
In tale caso la domanda per l’acquisto della cittadinanza deve essere presentata all’Autorità consolare competente per il luogo di residenza.

PERDITA CITTADINANZA

-I cittadini dei seguenti paesi PERDONO la cittadinanza iniziale quando acquisiscono quella italiana: Andorra, Austria, Bielorussia, Bolivia, Bosnia Erzegovina, Botswana, Brasile (in taluni casi), Burundi, Camerun, Capo Verde, Cina Repubblica Popolare, Congo Repubblica Democratica, Congo Brazzaville, Corea del Sud, Costa d’Avorio, Cuba, Danimarca, Ecuador (in taluni casi), Emirati Arabi Uniti, Estonia, Etiopia, Filippine, Gabon, Georgia, Ghana, Giappone, Gibuti, Haiti, Honduras, India, Indonesia, Iran, Iraq, Irlanda, Islanda, Kazakistan, Kenia, Kuwait, Liberia, Madagascar, Malesia, Mali, Mauritania, Mauritius, Messico, Mozambico, Nepal, Nicaragua, Nigeria, Norvegia, Paesi Bassi (salvo stranieri di 2a generazione e coniugi), Pakistan, Panama, Paraguay, Rep. Ceca (salvo coniugi), Ruanda, Senegal, Somalia, Sri Lanka, Sudafrica, Tanzania, Thailandia, Tonga, Trinidad e Tobago, Tunisia, Ucraina, Uganda, Venezuela, Zambia.

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