Donna incinta uccisa e appesa a un albero, orrore in Sudafrica

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In Sudafrica c’è sgomento unito a indignazione dopo l’uccisione della 28enne Tshegofatso Pule, accoltellata e appesa a un albero vicino a Johannesburg. La donna, che era incinta di otto mesi, era scomparsa la scorsa settimana: il suo cadavere è stato trovato domenica. L’hashtag #JusticeForTshego è diventato di tendenza su Twitter nel Paese e il portavoce della polizia, Kay Makhubele, afferma che è stata aperta un’inchiesta per omicidio.

Un nuovo episodio di violenza in un Paese dove, secondo recenti statistiche, viene uccisa una donna ogni tre ore. Ma la storia di Tshegofatso Pule, forse anche a causa della sua condizione e di quel bambino che aveva in grembo e che sarebbe dovuto nascere tra circa un mese, è diventata molto popolare. Per ora di lei si sa poco, mentre girano sui media locali le foto del suo volto incorniciato da una pioggia di treccine afro. E anche la famiglia che vive a Soweto non vuole rilasciare dichiarazioni.



L’unico a parlare con i media è stato un parente che ha ricostruito la vicenda, raccontando – riferisce il sito di informazioni Sowetan Live – che la giovane donna era sparita la scorsa settimana prima del ritrovamento del suo cadavere. Secondo quanto ha raccontato ci sarebbe stato un un litigio con il suo fidanzato, sposato con un’altra. Lei avrebbe poi chiamato la famiglia raccontando del diverbio e dicendo che stava rientrando a casa. Da quel momento non si è saputo più nulla.

“Abbiamo provato a chiamarla quella notte, ma non siamo riusciti a contattarla. Abbiamo chiamato di nuovo per giorni ma il suo telefono era spento”, ha aggiunto il parente spiegando che anche i tentativi di raggiungere telefonicamente il fidanzato sono andati a vuoto.

La famiglia ha dunque deciso di denunciare alla polizia la scomparsa, affiggendo manifesti per aiutare le ricerche, fino a quando “qualcuno ci ha contattato e ci ha detto che avrebbe potuto averla vista. Ci ha mostrato una sua foto e abbiamo capito che era lei”, ha dichiarato il famigliare che conclude: “Non siamo in grado di fare ipotesi su ciò che ha portato alla sua morte, ma sappiamo che le cose non andavano bene con il suo fidanzato. Anche sua moglie sapeva di Tshego ed era sempre in lotta con lei”.

Intanto, con l’hashtag #JusticeForTshego in Sudafrica diventato virale su Twitter, i cittadini sollecitano la polizia, che ha aperto l’inchiesta per omicidio, a trovare il colpevole, chiedendosi anche se il sistema garantirà davvero giustizia.

Lo scorso anno, il presidente Cyril Ramaphosa ha dichiarato il Sudafrica “uno dei luoghi più pericolosi al mondo in cui essere una donna”. Le statistiche sulla criminalità pubblicate nel 2019 hanno mostrato che nel periodo di 12 mesi che va dal 2017 al 2018 sono state uccise 2.930 donne, dato che equivale a un omicidio ogni tre ore.  www.tgcom24.mediaset.it



   

 

 

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