Coronavirus, medico 73enne torna in servizio per aiutare. Si contagia e muore

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L’emergenza Coronavirus non si ferma e le autorità si rivolgono ai medici in pensione chiedendo un aiuto per senso del dovere in questa situazione di difficoltà. Appello a cui ha risposto tra gli altri Gino Fasoli, di 73anni, ma il ritorno “alle armi” gli è stato fatale. Il dottore abruzzese, ex frate francescano era originario dell’Abruzzo, ma vieva nel Bresciano dove poi è morto per aver contratto il Covid-19 mentre visitava i pazienti.

“Il 6 mi aveva detto – spiega il fratello al Corriere della Sera – di non stare troppo bene, ma niente di grave, solo un mal di testa e una febbricciola. Gli ho telefonato il 10 per chiedergli come stesse e lui, con un filo di voce, mi ha risposto così: “Non riesco a parlare”. E ha riappeso. Da allora non sono più riuscito a sentirlo. All’indomani degli amici lo hanno fatto trasferire in ospedale. Dopo che è risultato positivo al tampone lo hanno intubato. E alle 8 in punto del 14 mi hanno chiamato dall’ospedale per dirmi che era morto.



A fine febbraio – prosegue il fratello Giuseppe – mio fratello mi disse che gli avevano dato finalmente una mascherina. “Una al giorno?”, gli chiesi. “No, una e basta”. L’ex frate per molti anni è stato medico di famiglia a Cazzago San Martino. Aveva ricoperto anche l’incarico di direttore sanitario del pronto soccorso di Bornato, sempre nel Bresciano. Attivo sostenitore di Emergency e di «Msf», aveva avuto esperienze all’estero e in Somalia era stato addirittura rapito. ” Gino però – conclude il fratello – era così, un generoso. Per questo è tornato in ambulatorio, entusiasta di dare una mano ai colleghi in un momento terribile”.   www.affaritaliani.it



   

 

 

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