Perugia: pugni a donna e cancelliere del tribunale, congolese in carcere

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di Federico Garau – Si è scusato il cittadino straniero finito dietro le sbarre del carcere Capanne di Perugia dopo aver aggredito per strada una donna ed il cancelliere del tribunale cittadino intervenuto per fermarlo. Il soggetto, arrestato con l’accusa di lesioni gravi, resterà dietro le sbarre. I fatti contestati, secondo quanto riferito dagli inquirenti, si sono verificati durante le prime ore del mattino dello scorso 30 gennaio.

Il cancelliere del tribunale di Perugia era appena sceso dal bus e stava percorrendo via XIV settembre, quando aveva notato l’extracomunitario avvicinarsi con fare minaccioso ad una donna. Dopo averla superata, il soggetto l’aveva infatti barbaramente aggredita, prendendola a schiaffi sotto gli occhi dei passanti. Compresa la gravità della situazione, il cancelliere non aveva esitato a correre in aiuto della vittima, un’ucraina di 36 anni, ed a prendere il cellulare per inoltrare una richiesta di intervento alle forze dell’ordine locali. Le azioni dell’uomo avevano tuttavia scatenato la violenta reazione dello straniero, che si era scagliato come una furia anche contro di lui.



Strattonato e preso a pugni in faccia, il cancelliere era finito a terra ed aveva continuato a subire i colpi dell’extracomunitario fino a quando questo, al sopraggiungere dei soccorsi, non aveva deciso di allontanarsi e di far perdere le proprie tracce. Trovato sanguinante ed in stato di semi-incoscienza, l’uomo era stato trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia, dove i medici gli avevano diagnosticato la frattura del naso e di uno zigomo, dimettendolo con una prognosi di 40 giorni a conclusione del periodo di ricovero.

Grazie al racconto delle due vittime ed alle immagini estrapolate dalle videocamere di sorveglianza presenti nella zona, i carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Perugia sono riusciti a rintracciare il responsabile durante la notte dello scorso 4 febbraio ed a far scattare le manette ai suoi polsi.

Risultato essere un 30enne congolose (inizialmente si era parlato di un gambiano), lo straniero, trovato privo di documenti identificativi, è stato tradotto nella casa circondariale locale. Dai successivi controlli è inoltre emerso che il soggetto, un senza fissa dimora, è un personaggio già noto alle forze dell’ordine. Prima dell’aggressione alla donna ucraina ed al cancelliere, aveva tentato di rapinare una donna italiana.

Durante l’udienza di convalida tenutasi nella giornata dello scorso venerdì 7 febbraio, il giudice Valerio D’Andria ha confermato la misura cautelare del carcere.

Il congolese, difeso dall’avvocato Barbara Romoli, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma si è voluto comunque scusare, dichiarando la propria intenzione di risarcire le vittime.

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