Vecchia URSS a Ravenna: sardine contro l’opposizione per disturbare Salvini

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A che titolo le cosiddette sardine possono disturbare i comizi del centrodestra? Anche oggi la pantomima si ripete, a Ravenna, ed è davvero grave in chiusura di campagna elettorale. Sembra quasi che si vogliano provocare incidenti, vista la grande partecipazione prevista alla manifestazione finale che questa sera terranno insieme Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi a sostegno di Lucia Borgonzoni.

Predicano contro l’odio, ma negano i diritti altrui – I cosiddetti innovatori che dicono di predicare contro l’odio, razzolano molto male. All’inseguimento dei loro bersagli, ovunque. Che nemmeno si possono considerare competitori, visto che le sardine non si presentano alle elezioni. Fanno gli sparring partner di Bonaccini e pensano di potersi permettere qualunque cosa. E’ semplicemente una vergogna che si possa consentire ogni loro sceneggiata, che in sostanza è contro il libero convincimento degli elettori. Perché ascoltare un comizio non dovrebbe essere impedito. Disturbarlo, sì.



E poi: di che cosa hanno timore questi compagnucci in miniatura? Che le idee della destra possano finalmente convincere la maggioranza del popolo emiliano-romagnolo? E’ questo il loro grande contributo alle forze della sinistra? In realtà, si comportano come la peggiore scopiazzata dei centri sociali. Per ora non portano con sé caschi e bastoni, la deriva estremistica si palesa anche senza “equipaggiamento” ad hoc. Un soccorso rosso decisamente fuori dal tempo.

E domani violeranno il silenzio elettorale – Ancora: pretendono, queste sardine, di dettare l’agenda della politica e approfittano della loro assenza sulla scheda elettorale per lanciare messaggi politici anche nel giorno del silenzio elettorale. Domani si riuniranno al Papeete – dicono – ed è immaginabile che cosa potrà uscire dalle loro bocche. Per alcuni, questa è libertà. A noi pare totale anarchia. Che serve a spalleggiare un partito morto come il Pd.

Più che novità paiono attorucoli di un film voluto da un regime alla canna del gas. Manifestano contro l’opposizione e non contro chi governa. E’ evidente che agiscono a comando della sinistra terrorizzata dal voto.

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