Revoca della scorta a Capitano Ultimo: tra indignazione e menefreghismo

Siamo il nulla che si lamenta e che non fa mai niente!
Siamo capaci di tante parole che non si concretizzano mai!
Ecco il Popolo italiano, incapace di tirare su la testa, di schierarsi pubblicamente, di metterci la firma e la faccia in ciò che fa.
Ecco un Popolo che accetta silenziosamente , che rimane passivo, indifferente guardando dalla finestra cone va a finire e poi, a posteriori è capace anche di dire “perché nessuno ha fatto niente?”
Già, siamo sempre ad attendere che siano gli altri a prodigarsi al posto nostro, a prendere posizione, ad esporsi e come gli ignavi attendiamo nelle retrovie ad osservare, a criticare.
Ma tu dove sei stato?
Tutti bravi, tutti professori, tutti indignati ma incapaci di reagire.
Incapaci di dire io non ci sto.
E così scivolano via le ingiustizie, non sono più motivo di indignazione

Pensiamo solo a due fatti molto gravi: i permessi premio ai mafiosi ristretti al 41 bis e la revoca della scorta al Capitano Ultimo.
Due aspetti che hanno un unico risvolto sconcertante: la sottovalutazione della mafia e la sua non pericolosità.
Passata la notizia, l’indignazione momentanea, il tutto viene avvolto dall’oblio, anche perché le istituzioni non si adoperano al fine di evitare una tale ingiustizia.
Eh sì, siamo un Popolo che dimentica facilmente, un Popolo spesso non in grado di dimostrare la propria gratitudine a chi ha combattuto la criminalità e viene messo all’angolo, lasciato solo dalle istituzioni che avrebbero dovuto proteggerlo.
Un Popolo che forse ha dimenticato quanto sia virulenta la minaccia mafiosa forse sotto l’ipnosi collettiva di chi dice che la mafia non é più pericolosa.

La criminalità organizzata, anche se non spara più, è sempre presente e può insinuarsi ovunque anche nel professionista della porta accanto che cede allo strapotere mafioso, anche nel funzionario di Stato che riceve mazzette per facilitare un appalto.
E la nostra indifferenza non è altro che mafiosità, l’omertà, l’accettazione di una pratica che ormai è divenuta consuetudine.

Siamo un Popolo che non vuole ribellarsi, che non vuole cambiare.
Deleghiamo sempre a qualcuno che non c’è quello che potremmo fare noi, anche apporre una semplice firma per paura di esporsi.
É quello che é accaduto con la petizione aperta per sostenere Capitano Ultimo contro la revoca della scorta.

Petizione Capitano Ultimo clicca qui »

Tutti a dire “Siamo con lei Colonnello”, tutti a indignarsi per le interviste rilasciate dal Capitano Ultimo a noti programmi tv e poi?
Dove siete italiani?
A voi sta bene che ad un Carabiniere che ha lottato contro la criminalità e l’ha fatto per me, per te, per tutti voi venga revocata la scorta perché “non costituisce più pericolo la mafia?”
Ecco l’indifferenza, ecco il menefreghismo.
Da cittadina ringrazio tutti coloro che hanno contribuito e contribuiscono nel divulgate la petizione mantenendo viva l’attenzione.
Non nego la mia amarezza verso tutti coloro che, ritenendo un intervento del Popolo non importante, non hanno fatto nulla.
Questa è l’Italia a due facce, tra indignazione e menefreghismo.

Marisa Denaro

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