Migrante minaccia i passanti, un uomo lo blocca. Accusato di razzismo

di Elena Barlozzari – Roma Esquilino – Il fuori programma  aveva le fattezze di un migrante irregolare in preda ai fumi dell’alcol. Uno ragazzone del Senegal, uno dei tanti raminghi che gravitano dal rione. “Lo abbiamo visto scagliarsi come un proiettile in mezzo alla strada, aveva una bottiglia di birra in mano, e ha iniziato ad accanirsi contro le auto in corsa con calci e pugni”, racconta Alessandra, che si è rintanata in un caffè per evitare guai. “Ostacolava il traffico buttandosi in mezzo alla strada, si sdraiava per terra e sbraitava, era completamente fuori di sé”, ricorda una commessa che ha assistito alla scena durante la pausa pranzo. È stata lei a chiamare le forze dell’ordine quando si è resa conto che la situazione stava degenerando. Passano minuti infiniti in cui la furia dell’uomo non accenna a scemare.

“Temevamo potesse provocare un incidente, facendo del male a sé stesso e agli altri”, ricordano i testimoni. Così qualcuno decide di intervenire. Quel qualcuno è un uomo sulla quarantina. C’è chi dice sia sceso da una delle macchine prese di mira dallo straniero. “Ha preso a calci l’auto di un ragazzo, questo è sceso l’ha placcato, l’ha bloccato e l’ha messo a terra”, racconta una cinquantenne. “Ha cercato di calmarlo ma non c’è stato verso, c’è stata una colluttazione e alla fine lo ha atterrato”, ricostruisce la commessa. Lo straniero si trova pancia a terra, immbolizzato, quando arrivano le volanti del commissariato Esquilino, salutate da un’ovazione collettiva. Il Far West è finto, ma cominciano le polemiche.

Alcuni di quelli che hanno assistito alla scena non hanno gradito l’intervento, a parer loro troppo energico, dell’automobilista. Lo accusano di razzismo. Così come lo accusa di razzismo lo stesso senegalese che continua a sbraitare. Ne nasce una discussione animata che viene scoraggiata dagli agenti. “Hanno accusato questo poveretto che lo ha bloccato di essere razzista e fascista – spiega Alessandra – invece per fortuna c’ha messo mano lui perché era pericoloso”. “Se lui si fosse comportato civilmente – commenta un esercente – nessuno gli avrebbe fatto nulla, se blocchi la circolazione stradale su via Merulana può succedere che qualcuno reagisca”.

“Non sto giustificando nessuno, è sbagliato mettere le mani addosso alle persone – chiarisce il negoziante – però questi ragazzi devono seguire le regole”. “Ma quale razzismo? – dice un diciottenne che ha visto tutto – Qui non si tratta di razzismo, se fosse stato bianco non sarebbe cambiato nulla”. Nel corso dei controlli di rito, i poliziotti hanno verificato che l’uomo non era in possesso del permesso di soggiorno. È stato fotosegnlato e accompagnato all’ufficio immigrazione. Tecnicamente è stato espulso, ma di fatto è stato rimesso a piede libero. In attesa della prossima domenica.

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