Diffamazione contro ImolaOggi.it: non giornalisti, ma “imbecilli, disonesti e fanatici”

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Armando Manocchia

Armando Manocchia

Armando Manocchia, oltre che adire le vie legali, risponde ai professionisti della mistificazione, Media, Tv e giornali- vere e proprie fabbriche di odio – che hanno gravemente e ripetutamente diffamato la credibilità di ImolaOggi.it e l’onorabilità del direttore.
Come diceva Oriana: “Ogni persona libera, ogni giornalista libero, deve essere pronto a riconoscere la verità ovunque essa sia. E se non lo fa è, (nell’ordine): un imbecille, un disonesto, un fanatico. Il fanatismo è il primo nemico della libertà di pensiero. E a questo Credo io mi piegherò sempre, per questo Credo io pagherò sempre: ignorando orgogliosamente chi non capisce o chi per i suoi interessi e le sue ideologie finge di non capire.”

Questi servi del Mainstream non hanno ancora preso atto che la Costituzione italiana, all’Articolo 21, recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.
Questi servi del regime, al soldo della finanza mondialista, non sanno che “I diritti di cronaca e di critica discendono direttamente dall’art.21 della Costituzione e NON sono riservati solo ai giornalisti o a chi fa informazione professionalmente ma fanno riferimento all’individuo uti civis. Chiunque, pertanto, e con qualsiasi mezzo (anche tramite internet), può riferire fatti e manifestare opinioni e chiunque – nei limiti dell’esercizio di tale diritto – può produrre critica e cronaca”. (Cass. Pen. 25.07.2008 n.31392)

Un esempio su tutti di cialtronaggine è la puntata di Report dell’11.11.2019 per la quale – in barba al codice deontologico del “servizio pubblico” prima, e di un giornalista che se non è “un imbecille, un disonesto e un fanatico”, sempre per citare la grande Oriana Fallaci – gli autori avrebbero dovuto innanzitutto comunicare a “l’indagato” il coinvolgimento che si intendeva mandare in onda.

Un giornalista che non è “un imbecille, un disonesto e un fanatico”, se rispettasse il codice deontologico e, come da protocollo, se verificasse le fonti, avrebbe scoperto, suo malgrado, che i due articoli portati a “prova del fatto” (in questo caso del falso) che, a loro dire, “ImolaOggi.it fa disinformazione”, NON sono affatto di ImolaOggi.it (che li ha soltanto rilanciati). Avrebbe visto che i due articoli mostrati “come prova della disinformazione” a milioni di telespettatori, come del resto gli altri 80 mila pubblicati da Imolaoggi.it 2.0 dal 2011 edito e diretto da Manocchia, a oggi, hanno tutti una fonte. Infatti uno dei due articoli (piuttosto vintage) che, Repetita iuvant, non è di ImolaOggi.it che lo ha solo rilanciato), ma de La padania.netè corredato da un video che certifica inequivocabilmente quanto scritto. L’altro articolo è scritto da una giornalista scrittrice già parlamentare ed è anch’esso corredato da un video che, guarda caso, anch’esso certifica inequivocabilmente quanto scritto dall’autrice e pubblicato da Adnkronos, una delle Agenzie di stampa più accreditate (e che ImolaOggi.it ha soltanto rilanciato).

Se, da codice deontologico, il sedicente giornalista e gli autori del programma avessero verificato le fonti (e se non le hanno verificate lo hanno fatto intenzionalmente) la trasmissione Report in onda su Rai3 quindi, servizio pubblico, non si sarebbe prestata a sostenere una campagna di odio, di falsità e diffamazioni che va avanti da anni (e per la quale sono in atto iniziative giudiziarie) sulla testimonianze di due personaggi i cui curricula sono opinabili e si commentano da soli, gente che per mestiere tenta di rovinare la reputazione di chi non è allineato al pensiero dominante. Uno di questi, si comporta da vero e proprio stalker, perseguitando ImolaOggi.it e altri siti di Armando Manocchia da anni, in tutte le sue iniziative culturali e politiche. Anche l’altro, il “professore” si commenta da solo quando, malgrado nella bio pubblicata sul suo sito scriva che per “mestiere” crea reputazione sul web, ha definito ImolaOggi.it come sito di disinformazione basandosi su quanto letto in altri siti (già oggetto di azioni giudiziarie), evitando accuratamente di farsene un’idea propria.

I lettori di ImolaOggi.it sanno che era una storica testata giornalistica on line nata nel 1997 per volontà di una cooperativa di sinistra, che da incapace qual è, l’ha portata sull’orlo del fallimento. ImolaOggi.it è stata rilevata nel 2011 da Armando Manocchia, che ne ha fatto un sito di informazione tra i più letti in Italia e non solo in Italia.

ImolaOggi.it è un collettore di informazione: non fa altro che rilanciare notizie di Agenzie di stampa, giornali e Tv, già presenti sul web, per offrire l’opportunità al lettore di avere più dati in un unico contenitore, più informazione e farsi la propria opinione. Quindi, chi segue ImolaOggi.it, sa bene cosa pubblica. Chi non segue e non conosce ImolaOggi, di fronte a questa continua gogna mediatica, un fuoco concentrico da parte delle fabbriche dell’odio, si deve solo fare questa domanda: se mai fosse vero che “ImolaOggi.it fa disinformazione, manipola notizie, pubblica notizie false”, commettendo un reato previsto dall’Art.656 c.p., per quale motivo questi professionisti della mistificazione non hanno presentato denuncia alla Procura della Repubblica? I casi sono due: o sono complici o non sanno dove attaccarsi. In attesa di un fantomatico diritto di replica previsto dalla deontologia dei gazzettieri della verità, ci diamo appuntamento in Tribunale.

P.S. in tanti anni, nessuna di queste fabbriche di odio, gestite da professionisti della mistificazione, si è mai scomodata per fare una intervista ad Armando Manocchia.

La redazione di ImolaOggi.it

 

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