Spara a sangue freddo e cerca di uccidere carabiniere, arrestato marocchino

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Rozzano (MI) Spara a sangue freddo e cerca di uccidere un carabiniere per 15mila euro: arrestato. Aveva sparato a un carabiniere soltanto per guadagnarsi la fuga. Aveva cercato di ammazzarlo forse per 15mila euro, i soldi che secondo gli investigatori voleva far sparire in quel momento. E non era riuscito nel suo folle piano di sangue soltanto perché la vittima designata aveva avuto la prontezza di riflessi di gettarsi a terra tra due auto. Una vittima che adesso lo ha riconosciuto, facendolo finire in manette.

Un ragazzo di ventiquattro anni – Khayal Ayoub, un marocchino irregolare in Italia e con numerosi precedenti alle spalle – è stato arrestato venerdì dai carabinieri in esecuzione di un fermo di indiziato di delitto per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di arma comune da sparo e tentato omicidio. A fermarlo sono stati i militari della compagnia di Corsico, guidati dal capitano Pasquale Puca, gli stessi con i quali si era “scontrato” il 30 maggio.



L’inseguimento e i colpi di pistola – – Quella notte un’auto del Radiomobile aveva cercato di fermare a Rozzano una Ford Focus con a bordo tre uomini, ma il conducente aveva premuto il piede sull’acceleratore ignorando l’alt e aveva speronato più volte la macchina dei carabinieri.

L’autista si era poi improvvisamente fermato e dal veicolo era sceso il passeggero – proprio il 24enne – che sedeva sui sedili posteriori. Inseguito da un appuntato, il fuggitivo si era fermato e – a una distanza di sei metri – aveva sparato tre volte con un revolver contro il militare, salvo grazie al rifugio casuale fornito da due auto. Quindi, aveva continuato la sua fuga sparendo dal parcheggio accanto al Naviglio che era diventato teatro dell’agguato.

Era finita quella sera stessa, invece, la corsa degli altri due occupanti della Focus: il guidatore, un 22enne, e l’altro passeggero, un 28enne, erano stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale e portati al carcere di San Vittore, dove si trovano ancora adesso.

Il blitz nella rosticceria – – L’indagine per trovare il fuggitivo armato era nata quella sera stessa e i militari – coordinati dal tenente Armando Laviola – erano partiti dal cellulare dell’uomo, lasciato all’interno della Ford Focus.

Da lì gli investigatori erano arrivati alla sua ex compagna – una donna che vive a Milano e dalla quale ha avuto un figlio – e alla sua attuale fidanzata, una 20enne che vive in centro a Piacenza alla quale avrebbe confessato il tentato omicidio. I carabinieri lo hanno così tenuto sotto controllo e hanno accertato che tre, quattro giorni a settimana li passava proprio nella città emiliana e che – sapendo di essere ricercato – dalla sera del tentato omicidio aveva evitato di andare a trovare il figlioletto di due anni, che aveva lasciato da solo anche durante una visita al San Paolo.

La svolta è arrivata venerdì: i militari hanno visto la giovane uscire dalla sua casa di Piacenza, l’hanno seguita sul treno fino a Rogoredo e poi su un bus diretto in viale Famagosta, dove ha incontrato il fidanzato. Quando sono entrati in una rosticceria, i carabinieri hanno improvvisato un blitz e hanno arrestato il 24enne, il cui fermo è stato convalidato lunedì.
I selfie da pusher

A tracciare perfettamente il profilo di Khayal, in Italia da quando era ragazzino, ci hanno pensato le fotografie che investigatori e inquirenti hanno trovato nel suo cellulare: immagini che lo ritraggono insieme ai “colleghi” – tra cui i due che erano sulla Focus con lui – mentre vendono cocaina, eroina e hashish nei boschi accanto al Ticino tra il Lodigiano, il Milanese e il Piacentino.

È probabile che la sera della fuga e del tentato omicidio, Khayal fosse sceso dalla macchina e scappato perché era l’uomo “incaricato” di sparire con l’incasso della giornata. Un incasso che, stimano i carabinieri, si aggirerebbe attorno ai 15mila euro.

www.milanotoday.it



   

 

 



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