Politicamente scorretti con ImolaOggi, Armando Manocchia si oppone al mainstream

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Il portale diretto da Armando Manocchia si oppone al pensiero mainstream.
Quando Carlo Freccero ha presentato alla stampa la sua rivolta in Rai2, ha contemporaneamente sottratto al cono d’ombra tutta una controinformazione che il mainstream “cancella e caccia via”. Non un semplice endorsement quello del neo insediato direttore, ma una lettura dei tempi necessaria a una Rai che intenda sopravvivere al mondo nuovo creato dalla rete. Al netto delle questioni strutturali e organizzative, il problema, ha riconosciuto Freccero, è politico e culturale.

Per i nuovi canali dell’informazione passerebbero al tempo stesso competenze fondamentali e una buona quota di politicamente corretto. Il sottile confine tra le due sarebbe il dato che descrive un sentire comune, conditio che mette fuori campo qualsiasi ipotesi di censura.
Se possibile, esiste un terreno inesplorato ancora più aldilà della controinformazione non-mainstream – che oggi guadagna le prime luci dell’alba – e che il grande canone non ha visto o non ha saputo vedere. D’altronde, alla fisica non si può chiedere di accelerare i tempi oltre le frontiere conosciute.

Armando Manocchia

Armando Manocchia

ImolaOggi, portale attivo dal ’97 e rilevato da Armando Manocchia nel 2011, impugna l’articolo 21 della Costituzione come scelta statuaria. Non è una testata, specifica Manocchia, ed è importante metterlo in chiaro perchè è la condizione necessaria a garantire un coraggioso margine di manovra. Basta leggere i titoli del sito per darsi un’idea di cosa si stia parlando. Rilanciando notizie che arrivano da destra e da manca – “da manca poche” – puntualizza il direttore -, Imolaoggi ingaggia una battaglia h24 contro globalizzazione e islamizzazione.

Manocchia respinge al mittente le accuse di razzismo rivendicando invece l’alto fine di difendere la cultura, la civiltà e l’identità di una nazione facendolo combaciare con l’obiettivo di raccontare i fatti.
Non senza difficoltà, confessa il direttore, quello che era nato come un gioco è diventato un gioco pericoloso e impegnativo. Un generoso gettito risolverebbe il problema alla radice, ma se lo scotto per ottenerlo è vendersi, tanto vale gettare con le proprie forze il cuore oltre l’ostacolo. Stare soli, è sinonimo di garanzia assicura Manocchia.

Vedere più lungo del proprio naso, caratteristica dei pionieri, non è una dote con la quale si conviva con leggerezza. Basti pensare a quanti mulini ha dovuto abbattere Don Chisciotte prima di essere preso sul serio.
Lancia in resta, Manocchia punta quindi alla prossima battaglia, una campagna informativa contro la nuova legge sul copyright recentemente approvato dal Parlamento europeo, a suo giudizio un attentato alla libertà di stampa.

Mariano Sisto per Cultura e Identità

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