1° maggio di violenze a Parigi, Sindacati: ‘Repressione inaudita’

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Nuovi tafferugli a Parigi a fine corteo del 1 maggio tra polizia e black bloc. In coda alla manifestazione, che si sta concludendo a place d’Italie, gruppi di casseur hanno attaccato la polizia e hanno incendiato cassonetti e materiale di cantiere sul boulevard de l’Hopital, davanti all’entrata dell’ospedale della Salpetriere. La polizia ha risposto con moltissimi lacrimogeni e, secondo la strategia del nuovo prefetto Didier Lallement, con l’intervento di squadre mobili e rapide sui punti di maggior tensione. Alcuni manifestanti non sono riusciti ad entrare nella piazza dove è fissata la conclusione della manifestazione e hanno dovuto ripiegare sul vicino boulevard Saint-Marcel. Sulla place d’Italie, luogo di arrivo del corteo, la polizia ha montato un enorme idrante per disperdere la folla.

Un poliziotto è stato ferito sul boulevard de l’Hopital negli scontri fra casseur e agenti. I pompieri sono dovuti intervenire per spegnere un principio d’incendio in un’agenzia bancaria.

Aumenta il numero delle persone perquisite, identificate e fermate a Parigi a margine delle manifestazioni del 1 maggio, alle quali partecipano quest’anno, al fianco dei sindacati, anche i gilet gialli. Stando alla prefettura, alle 15 le persone identificate erano 200, quelle poste in stato di fermo, 12.500 le perquisizioni preventive e 148 le persone poste in stato di fermo.

Durissimo comunicato della CGT, il sindacato di sinistra il cui segretario, Philippe Martinez, ha annullato oggi il punto stampa dopo essersi trovato nel cuore dei disordini prima del corteo del 1 maggio a Parigi, con i sindacati insieme ai gilet gialli e ai black bloc. La Cgt denuncia “le violenze in corso a Parigi” dove c’è stata “una repressione inaudita e senza discernimento” in seguito “alle violenze di alcuni. I nostri compagni, e il nostro segretario, si sono visti piovere gas lacrimogeni e granate assordanti”. Per la CGT si tratta di una situazione “scandalosa e mai vista prima, inammissibile nella nostra democrazia”.  ANSA



   

 

 



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