âProprio perchĂ© i nazionalisti e populisti nostrani perdono consensi non si capisce la ratio di invitare a creare fronti europeisti quando poi il Parlamento europeo si formerĂ su base proporzionaleâ. Ă quanto dichiara il Vicepresidente del Parlamento europeo David Sassoli parlando a Fano e rispondendo indirettamente allâex ministro Carlo Calenda e a quanti continuano a sollecitare la formazione di un fronte anti sovranista alle prossime europee.
âIl fronte europeista casomai lo dovremo formare il giorno le elezioni in Parlamento- continua Sassoli – quando si giudicherĂ la nuova Commissione europea. E i governi di destra stiano molto attenti a chi candideranno perchĂ© li rimanderemo a casa.
Certo, alle elezioni i partiti politici europeisti avranno bisogno di allargare i loro campi, ma senza snaturare la loro proposta. Mi sembra ormai acquisito – prosegue lâeuroparlamentare – che il Pd dovrĂ rappresentare il campo largo di centrosinistra, tenendo ben ferma la sua collocazione allâinterno del gruppo dei Socialisti&Democratici. Chi si candiderĂ con noi dovrĂ impegnarsi a rafforzare la famiglia socialista europea. Le liste, dâaltronde, non saranno un tram del desiderio verso non si sa quale destinazione. La cosa interessante invece di questo passaggio sono i riferimenti dei nazionalisti italiani, dispersi in molteplici liste. FDI ha aderito al gruppo dei Conservatori, Salvini e LePen non riescono ad attirare nuove forze nel gruppo ENF, i grillini non hanno ancora trovato casa e difficilmente la troveranno col rischio di sciogliere la propria forza nei Non Iscritti, che al Parlamento europeo non Ăš un gruppo parlamentare. Le difficoltĂ della destra – conclude Sassoli – sono evidenti e credo che dovremmo concentrarci piĂč sui contenuti che sulla costruzione artificiosa di pseudo fronti europeistiâ.
Ufficio Stampa on. David Sassoli

