La UE deve fermare il traffico di petrolio tra Isis e Paesi europei

L’On. Mario Borghezio lancia l’allarme in Europa sul pericoloso fenomeno dei traffici petroliferi dell’ISIS e di altri gruppi jihadisti.

Nella sua interrogazione, Borghezio afferma che “recenti inchieste giornalistiche hanno rivelato l’esistenza di un fiorente contrabbando di carburante che coinvolge diversi Paesi Membri. Attraverso broker compiacenti, prestanome e società ‘cartiere’ vengono importati illegalmente, soprattutto via mare, carichi di greggio – da raffinare o già raffinato – proveniente da zone gestite da milizie irregolari in Libia o perfino in Siria. Il carburante riceve spesso certificati di origine contraffatti nel paese di ingresso della UE (come ad esempio Malta) e poi rivenduto alle catene di distribuzione delle cosiddette pompe bianche”.

Quindi rileva: “Tali operazioni, oltre a provocare un danno erariale valutabile in circa 6 mld nella sola Italia, contribuiscono ad alimentare il riciclaggio di denaro sporco anche attraverso il sistema bancario ed il finanziamento di gruppi fondamentalisti, fra i quali l’ISIS”.

Pertanto Borghezio chiede: “Quali iniziative intende prendere la Commissione, anche in collaborazione con Interpol, per agevolare le indagini e per intensificare il contrasto a questo pericoloso fenomeno e al riciclaggio, anche attraverso le banche, dei relativi capitali?”

On. Mario Borghezio
Deputato Lega Nord al P.E.

Condividi