Siria: bombardamenti turchi distruggono tempio ittita di 3.000 anni

Beirut, 28 gen. – Un tempio ittita di 3.000 anni è stato danneggiato dagli attacchi aerei lanciati dalla Turchia nel Nord della Siria. E’ quanto hanno denunciato oggi l’Osservatorio siriano per i diritti umani e l’archeologo siriano Maamoun Abdelkarim.

foto twitter @NamanTarcha

Il tempio di Ain Dara, che risale all’era compresa tra il 1.300 e il 700 a.C., si trova nell’enclave di Afrin, bersaglio da oltre una settimana dell’operazione lanciata da Ankara contro i miliziani curdi. Il tempio è stato colpito venerdì scorso, stando a quanto riferito dall’ong.

“L’entità della distruzione è del 60%”, ha detto il direttore dell’Osservatorio siriano, Rami Abdel Rahman.Il sito di 50 ettari, scoperto nel 1982, è famoso per i suoi “leoni in basalto, imponenti ed eccezionali, e gli affreschi scolpiti nella pietra”, ha detto l’ex direttore generale delle Antichità e dei Musei della Siria, Maamoun Abdelkarim.

“Tremila anni di civiltà distrutti in un attacco aereo”, ha lamentato l’archeologo contattato dalla France presse.Condannando “gli attacchi turchi contro i siti archeologici di Afrin”, la Direzione generale delle Antichità e dei Musei ha confermato “la distruzione del tempio di Ain Dara, uno degli edifici archeologici più importanti costruiti dagli Aramei in Siria”, stando a quanto si legge in un comunicato pubblicato sul proprio sito web.Abdelkarim non ha esitato a paragonare la distruzione del tempio di Ain Dara alle devastazioni causate dai jiahadisti dello Stato islamico (Isis) nella città di Palmira, sito di oltre 2.000 anni di storia riconosciuto dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità. I jihadisti avevano distrutto il tempio di Bel.

“La distruzione del tempio di Ain Dara è dello stesso livello di atrocità del tempio di Bel”, ha detto, ricordando che il primo fu eretto otto secoli prima del secondo.Abdelkarim ha quindi espresso preoccupazione per i danni che i combattimenti possono causare nell’area di Jabal Samaan, dove si trovano antichi villaggi paleocristiani iscritti nel 2013 nella lista Unesco del Patrimonio mondiale in pericolo. “Questi villaggi, che datano dal I al VII secolo, offrono un paesaggio e vestigia particolarmente ben conservati: case, templi pagani, chiese, cisterne collettive, terme”, secondo quanto si legge sul sito dell’Unesco. “Stiamo aspettando giorno dopo giorno quello che succederà a Jabal Samaan, che è diventato un campo di battaglia”, ha detto Abdelkarim. (askanews)

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