La Boldrini si autocelebra e si candida. Come leader sceglie il comunista Pisapia

“Potrà anche esserci qualcuno che frena, ma boicottare il tentativo unitario sarebbe irresponsabile. Intorno al nome di Pisapia bisogna dare il via a un soggetto capace di emozionare gli elettori di centrosinistra e anche chi alla politica non si è mai avvicinato. Un soggetto che consenta di guardare al futuro con ottimismo”.

Lo afferma la presidente della Camera Laura Boldrini, in una intervista al ‘Corriere della Sera’.

“Il tentativo che varie anime di centrosinistra – aggiunge – stanno facendo è aggregare attorno alla figura di Pisapia, poi si vedranno le modalità democratiche con cui procedere. Pisapia si è messo al servizio per dar vita a quell’area progressista di cui il Paese ha bisogno. Questa scelta generosa gli va riconosciuta, anche perché si tratta di un esercizio non semplice”.

Nel percorso di costruzione di un nuovo soggetto di sinistra, per la Boldrini, “l’incontro saltato a luglio era stato caricato di significato, non drammatizzerei. Una fase di adattamento tra le forze interessate al processo unitario è fisiologica. Ma di fronte ai grandi problemi del Paese, dall’onda populista alla crisi del Mediterraneo, abbiamo il dovere di concludere presto questo percorso”. La presidente della Camera pensa a “un soggetto che sappia aggregare usando anche strumenti come la Rete. Un modello innovativo di partecipazione a cui far riferimento può essere ‘l’Organizing for action’ di Obama. Per sottrarre all’astensionismo chi si è sentito escluso bisogna portare nella società un vento di speranza con una forza innovativa nei contenuti, che si occupi del lavoro che sarà sempre più robotizzato, del cambiamento climatico, di una tassazione progressiva. Don Milani diceva ‘non c’è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali’. Una forza innovativa nella rappresentanza, che sappia valorizzare le migliori esperienze civiche assieme a chi ha già esperienza politica”.

Per quanto riguarda la richiesta di discontinuità dal Pd, per la presidente della Camera “si deve fare sui programmi, non sui nomi. Io non nego che alcuni temi come il jobs act, la scuola e le riforme istituzionali abbiano diviso. Si sta insieme se si ha lo stesso programma, la stessa visione delle cose. E al momento col Pd non c’è. È ora di cambiare il modello di sviluppo, perché quello messo in atto fin qui ha creato sofferenze e diseguaglianze”.

La Boldrini, infine, non esclude una sua candidatura.

“In questi cinque anni a Montecitorio – ricorda – abbiamo messo in atto cambiamenti importanti. La Camera ha risparmiato 350 milioni di euro, ha aperto le porte a un milione e 200 mila persone, ha prestato attenzione a questioni sociali, parità di genere, periferie, problemi del web. Mi sono occupata dei problemi del Paese, non solo del funzionamento dell’istituzione. Mi piacerebbe continuare nell’impegno politico, ma ovviamente ci devono essere le condizioni”.

Ma per realizzare l’unità della sinistra “non basta una persona sola. Serve l’impegno di tanti. Io sono pronta a fare la mia parte”. (askanews)



   

 

 

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