Napoli: discoteca e ubriachi nel chiostro del ‘500, atti osceni vicino alla chiesa

E’ possibile organizzare party con musica ad alto volume e fiumi di alcol in un chiostro del ‘500 confinante con una chiesa?

 

E’ la domanda che si è posto don Carmine Amore, parroco di Santa Caterina a Formiello, nei pressi di Porta Capuana a Napoli, prima di presentare un esposto alla procura della Repubblica in merito all’utilizzo di un bene di proprietà della Regione Campania affidato in concessione alla Fondazione Made in Cloister.

“Sono anni che si stanno verificando situazioni che a lungo andare hanno provocato danni alla struttura – spiega il parroco ad Askanews – e parlo del chiostro della chiesa di Santa Caterina a Formiello di cui io sono il responsabile. Si è creata una condizione sfavorevole, il chiostro, originariamente unito alla chiesa, oggi proprietà della Regione è stato dato in comodato a una Fondazione. Cosa buona, perché si parla di utilizzare questo bene per eventi culturali. Purtroppo non è andato in questo senso”.

Che gli spazi siano stati utilizzati per eventi che non sono propriamente culturali è provato da un’ampia serie di scatti fotografici reperibili sulla pagina Facebook di Drop che pubblicizza eventi e party napoletani.

Il chiostro rientra tra le acquisizioni al patrimonio regionale decise della giunta Bassolino nel 2002 e completate tra il 2004 e il 2005 per oltre 500mila euro. Nel 2012 è stato concesso alla Fondazione Made in Cloister (collegata attraverso alla Kloister Srl) con l’impegno di una riconversione. Gli spazi restaurati, con fondi privati e crowfunding, sono stati aperti al pubblico nel 2016.

“Venerdì sabato e domenica – aggiunge don Carmine – il chiostro diventa una discoteca con suoni altissimi che provocano vibrazioni fortissime sia nella campata del chiostro, sia nella chiesa. Ho notato calcinacci che cadevano”. Nella parte confinante del chiostro, tuttora in uso alla chiesa, “si sono create piccole lesioni. La gente del quartiere vive un disagio bruttissimo. Musica alta, persone che escono ubriache dal chiostro e persone che compiono atti osceni in luogo pubblico facendo i loro bisogni vicino alla chiesa. Il sagrato diventa parcheggio di centinaia di motorini e lascio immaginare la sporcizia, il degrado che si crea”. “Io, che sono il responsabile, oltre che spirituale anche materiale del bene – conclude Don Carmine – ho il dovere di informare le autorità competenti affinché intervengano e possano portare chiarificazione su ciò che sta avvenendo”.

Quello del parroco non è il primo esposto sul chiostro presentato in procura. Nel novembre scorso a chiedere chiarimenti è stato Marco Trani, amministratore del condominio di piazza Enrico De Nicola 46 in cui rientrano un immobile di proprietà della Fondazione Made in Cloister e lo stesso chiostro di proprietà della Regione Campania. “L’esposto è nato dall’esigenza di tutelare le parti comuni. Io avevo l’obbligo di tutelare il bene comune. Abbiamo chiesto di ottenere le autorizzazioni per lavori eseguite da alcuni condomini. Non ci sono state presentate. Allora ci siamo dovuti concentrare sulla tutela delle parti comuni. Abbiamo dato l’incarico a un ingegnere che ha fatto una relazione su quelle che, per lui e per noi, erano storture e ci siamo focalizzati sul chiostro di proprietà della Regione Campania affidato a due fondazioni (Made in Cloister e Tramontano, ndr) che ad oggi, in uno spazio privato di loro proprietà – sottolinea – hanno ricavato un ristorante che affaccia sul chiostro. A noi sembrava strano che fossero state date autorizzazioni in tal senso. Oggi ci sentiamo supportati dalla procura. Noi sappiamo che ha aperto ufficialmente un’inchiesta. Forse, quelli che erano i nostri sospetti non erano poi del tutto sbagliati”.

Che la procura stia lavorando sul caso sembra confermato dal fatto che nei giorni scorsi più volte i vigili urbani si sono recati nella struttura. Lo conferma Vincenzo Trapani, uno dei condomini: “C’è stato un viavai di vigili urbani che entravano e uscivano. Non sappiamo se siano stati messi o meno i sigilli. Vediamo vigili, ma anche persone che entrano ed escono dal chiostro”. L’andirivieni dal chiostro è dovuto all’allestimento di una mostra di arte contemporanea che la Fondazione Made in Cloister inaugura domani, “The Shower” del giapponese Tadashi Kawamata. Nella serata di oggi si terrà un’anteprima. La mostra vanta il patrocinio del Mibact, del Comune di Napoli, della Fondazione Donnaregina (della Regione Campania), del Politecnico di Milano, della Triennale di Milano, di FutureCity. E si avvale di tre sponsor.

Presentata ieri in procura, con protocollo 2527, la richiesta di chiarimenti è stata inviata anche al governatore Vincenzo De Luca e all’assessore regionale al Demanio Lidia D’Alessio, al sindaco di Napoli Luigi de Magistris, al soprintendente per i Beni architettonici paesaggistici e storici Giorgio Cozzolino, al Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe. ASKANEWS



   

 

 

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