Requisizioni immobiliari per accogliere clandestini. Sono legali?

 

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Requisizioni immobiliari per accogliere clandestini. Sono legali? Lo abbiamo chiesto a Lorella Presotto, Giurista.

Dottoressa Presotto, secondo indiscrezioni (il condizionale è d’obbligo) pare che al Viminale sia iniziato il conto alla rovescia per un massiccio piano di requisizioni immobiliari di seconde case lungo le coste adriatiche, da Lecce sino a Trieste. Mi spiego meglio: le indiscrezioni parlano di requisire 100mila alloggi e che il tutto cominci da Pescara. Se, come è prevedibile, la cittadinanza s’opporrà alla requisizione delle seconde case agli extracomunitari, presunti profughi. L’operazione dovrebbe decollare intorno al 20 dicembre e riguarderebbe la requisizione di 5.500 alloggi tra Vasto e Francavilla a Mare. Le chiedo: è possibile tutto ciò? Intendo dire: possono farlo? E’ legale? E costituzionale?

Anzi tutto la requisizione non è una istituzione del nostro diritto. Essa appartiene ad un Decreto Regio del 1865 , tra l’altro poco chiaro e mai convertito in Legge della Repubblica. La requisizione non è nemmeno prevista nella nostra Costituzione che all’articolo 42 prevede solo l’espropriazione, che è cosa ben diversa e di cui entrerò nel merito tra poco, tantomeno basata su legge della Repubblica. Inoltre, nel nostro ordinamento non possono entrare leggi o precedenti Decreti Regi che siano in contrasto o non contemplati dalla Costituzione”.

“Ne consegue  come ho già detto, che la requisizione non è contemplata dal nostro ordinamento e nel caso di cui sopra, se dovesse accadere, se a proprio insindacabile giudizio la PA emanasse un provvedimento contra legem e/o comunque non contemplato nella legge, commetterebbe un gravissimo abuso, un vero e proprio reato penale. Tra l’altro, non è neanche un caso in cui si può parlare di usi e costumi, dato che l’utilizzo della requisizione non ha precedenti nel nostro ordinamento. Si potrebbe addirittura parlare di desuetudine”.

“Comunque  qualora foss’anche contemplato, e sottolineo qualora, le cause di pubblica urgenza e necessità, non sarebbero riconoscibili in quanto non si tratta di una calamità naturale inevitabile e imprevedibile, ma si tratta di un flusso migratorio spinto, addirittura programmato e che volendo, può essere fermato all’origine, o comunque non hanno mai cercato di fermare all’origine. Si tratta quindi di una causa prevedibile ed evitabile, su cui grava l’inadeguatezza e l’incapacità delle Istituzioni preposte alla sorveglianza e al controllo dei confini dello Stato, nonché della tutela dell’ordine pubblica, della sanità e della sicurezza dei cittadini.”

Mentre sull’espropriazione – dice ancora la Giurista – (ma non è questo il caso) sancita dall’art. 42 della Costituzione e regolamentato dal Dlgs 325/2001: è chiarissimo il riferimento a cosa sia inteso per “fini di pubblica utilità”. Difatti l’articolo 9 della Legge recita: “Vincoli derivanti da piani urbanistici – Un bene è sottoposto al vincolo preordinato all’esproprio quando diventa efficace l’atto di approvazione del piano urbanistico generale, ovvero una sua variante, che prevede la realizzazione di un’opera pubblica o di pubblica utilità”. (L).

“Quindi – aggiunge – per pubblica utilità si intende la costruzione di un’opera di pubblica utilità quali: strade, ponti, ferrovie, ospedali, ecc. e non certo il ricovero di clandestini o presunti profughi che siano.

Dottoressa Presotto, è stata chiarissima, ma cosa possiamo fare? Insomma quali soluzioni possiamo intraprendere?

Su queste basi – risponde Lorella Presotto – per i cittadini vittime di questo abuso sarebbe estremamente difficoltoso ricorrere alla Corte Costituzionale attraverso la via incidentale. Possono sempre unirsi e dare vita ad una class-action per la presentazione di una opportuna denuncia querela. L’altra possibilità che sarebbe meglio e più veloce percorrere – nel qual caso avvenisse quanto detto sopra – il mio suggerimento è quello di contattare i consiglieri regionali, di fare pressione sui Consigli Regionali affinché ricorrano loro stessi in via diretta alla Consulta.

Tra l’altro – conclude la giurista – non dovrebbe essere un problema per quelle Regioni amministrate dalle acerrime opposizioni di questo sedicente governo, come la Regione Lombardia, il Veneto e la Liguria, adire ricorso alla Corte Costituzionale affinché si esprima sulla legittimità costituzionale di tale provvedimento e che aiutino inoltre, i cittadini già vessati da tali abusi amministrativi alla presentazione di opportuna denuncia querela sia singolarmente che in class-action.”

Come si evince, se ne vedranno delle belle perché:

A) i servizi segreti pare abbiano già allertato il Governo circa eventuali proteste violente da parte di italiani non disposti a farsi requisire l’immobile
B) per fronteggiare eventuali rivolte dovrebbero essere distaccati nei comuni interessati alla requisizione circa duemila uomini interforze, tra esercito, carabinieri, Guardia di finanza e polizia di Stato.
C) per l’occasione anche il ministero della Giustizia starebbe affilando le armi, per garantire processi rapidi e disponibilità detentiva per gli italiani che s’opponessero (anche violentemente) al piano del Viminale.
D) Gli 007 starebbero già monitorando tutti i residenti, cercando di capire se possano organizzarsi in gruppi di resistenti ribelli. E) A conti fatti, ed a causa delle espulsioni verso l’Italia da parte degli altri Paesi Ue (vale la regola del primo approdo), lungo l’Adriatico si dovranno garantire alloggi per non meno di un milione e mezzo di migranti.



   

 

 

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