Elezioni USA: i brogli elettorali raccontati da chi li ha fatti – video

 

La testimonianza di un programmatore in tribunale

Il voto in Florida è accertato che è stato manipolato. In Italia, nel 2006, pochi sono a conoscenenza di cosa sia successo e non se ne parla. A parte i pochi informati. Fino a quando dietro al voto elettronico ci saranno i soliti registi l’unico modo per votare è il voto con conteggio manuale. Una scheda, una matita, un voto e conteggio manuale. I brogli ci sono sempre stati ma era più difficile in quanto troppe persone venivano coinvolte. Col voto elettronico bastano quattro massimo cinque persone ad esserne a conoscenza.
La maggior parte parte delle persone guarda sempre il dito che indica la luna e mai la luna.

Nel 2000 Bush vinse le elezioni grazie alla Florida, lo stato che era rimasto in bilico fino all’ultimo, e che valeva appunto un numero sufficiente di delegati per assicurarsi la Casa Bianca. Una cosa simile si è ripetuta nel 2004, con l’Ohio a fare da ago della bilancia, finendo anch’esso per una manciata di voti – 51% a 49% – nelle tasche dei repubblicani. In ambedue i casi si è vociferato, nemmeno tanto sommessamente, di frodi elettorali.

Nella Florida soprattutto, sono ancora in corso decine di cause intentate da interi quartieri di neri che, vuoi perchè la scheda non gli è mai arrivata, vuoi perchè i loro seggi obbligavano a disagi di ogni tipo, non sono riusciti a votare (contro Bush, ovviamente). In Ohio invece la vox-populi ha parlato di macchinette truccate, visto che si era passati al sistema computerizzato, ed in effetti il distacco negli exit-poll, che davano Kerry ormai sicuro vincitore, con quel miracoloso sorpasso all’ultimo minuto, non è mai stato spiegato da nessuno. Almeno non fino ad oggi.



   

 

 

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