Migranti, Polizia: situazione preoccupante che potrebbe diventare ingestibile

 

IMMIGRAZIONE A MILANO. DE LIETO (LI.SI.PO./S.E.L.P.), ACCANTONATA L’IDEA DI UN’ASSURDA TENDOPOLI, SPUNTA QUELLA DI USARE CASERME . MILANO RISCHIA DI DIVENTARE UNA CITTA’ “CALAMITA”, PER MIGRANTI DI TUTTO IL MONDO

degrado-milanoIn tutta Italia, si fa sempre più forte il dibattito attorno ai problemi creati da una immigrazione diventata oramai incontrollabile e forse scarsamente controllata. Città piccole e grandi, si dibattono, fra mille difficoltà, proprio a causa di immigrati che chiaramente, spesso non siamo in grado di accogliere e di gestire. Anche Milano, da sempre culla dell’efficienza, sta affrontando molte difficoltà, in relazione alla la “prova” immigrazione.

Così ha dichiarato il Presidente Nazionale del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO./S.E.L.P.), Antonio de Lieto – Sono migliaia gli stranieri, provenienti da ogni parte del mondo, che dormono in “area stazione”, nei parchi ecc. . Ogni giorno, nuovi arrivi, ogni giorno, porta la sua “emergenza“ quotidiana. Il fenomeno sta assumendo una deriva imprevista, impensabile e per certi versi, assurda: si è aperto, addirittura, un dibattito, sulla poligamia, magari con relativi assegni familiari, per mogli (tre, quattro…????) e relativi figli.

Era deflagrata la notizia che in ambienti Comunali, si parlava dell’installazione di una tendopoli, per sistemare gli immigrati, ipotesi nettamente smentita dal Sindaco che ha parlato della possibilità di usare delle Caserme. La situazione a Milano e nell’intero Paese, a giudizio del LI.SI.PO./S.E.L.P. – ha continuato de Lieto – è preoccupante e nell’immediato futuro, potrebbero verificarsi situazioni che la “mollezza” dell’Italia, potrebbe non essere in grado di gestire e fronteggiare.

Non si può continuare ad accogliere tutto e tutti – ha rimarcato il leader del LI.SI.PO./S.E.L.P. – non è credibile che il nostro Paese, possa rispondere ai bisogni ed alle esigenze di crescenti masse di persone, che solo in piccola percentuale, hanno diritto alla “protezione internazionale”, perché perseguitati per motivi politici o religiosi o in fuga da una guerra, e che in gran parte, sono dei “migranti economici “a cui il nostro Paese – ha concluso de Lieto – non è in grado di dare risposte concrete, dal momento, che vi sono milioni di italiani senza lavoro, senza casa, in miseria, tanti dei quali hanno preso la via dell’emigrazione verso altri Paesi Europei e del mondo

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