UE, Banca investimenti: fare di piu’ per i migranti “sanità, scuole, alloggi”

 

Bei-Werner-Hoyer

LUSSEMBURGO – Il Piano Juncker è difficile da attuare, anche se è già stato mobilitato un quarto dei 315 mld previsti, mentre l’incapacità dei 28 di prendere decisioni come sul fronte migranti, su cui dovrebbero investire di più, spaventano gli investitori.

E’ il messaggio lanciato dal presidente della Bei Werner Hoyer a Lussemburgo, in un incontro con alcuni giornalisti. “Lavoriamo perché il Piano Juncker funzioni, ma non è esattamente la cosa che avremmo voluto”, ha accusato Hoyer, ricordando “almeno quattro Ecofin in cui abbiamo chiesto che il piano che fosse il più possibile chiaro, trasparente e facile da comprendere”. Ora, invece, questo è diventato “non trasparente, difficile da implementare ed estremamente complicato”. Tuttavia, ha precisato il presidente della Bei, il Piano Juncker è una storia di successo, visto che far approvare da Consiglio e Parlamento Ue una legislazione così complicata “in soli sei mesi è un record per i tempi della legislazione europea”. E’ poi già stato mobilitato circa un quarto dei 315 miliardi previsti.

Anche sul fronte della crisi dei migranti, ha avvertito Hoyer, “serve fare di più” per il finanziamento di progetti legati all’accoglienza, e ciò che è stato fatto finora “non è stato molto trasparente”. Secondo il presidente della Bei, occorre investire nei Paesi di arrivo in “un’accoglienza appropriata, forniture mediche, scuola, alloggi e registrazione dei migranti”.

Poi sono necessari finanziamenti nei Paesi di transito e infine negli Stati di destinazione, perché “l’integrazione è fondamentale”. L’indecisione e il temporeggiare dei 28 finiscono per avere un effetto boomerang e rischiano di allontanare gli investitori, cruciali per il successo del Piano Juncker.

“L’Europa non è ora in buona forma e questo è ciò che vedono anche i nostri partner – ha concluso Hoyer – l’incapacità delle istituzioni europee di prendere decisioni spaventa gli investitori. E questo deve essere un campanello d’allarme per i decisori politici europei, che devono mantenere l’Unione europea capace di agire e prendere decisioni basate su interessi e valori comuni”. ANSA EUROPA

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