Gli aiuti umanitari nella spazzatura

 

Pasta, sugo, biscotti, legumi in scatola, marmellata e frutta. Ma gli ‘aiuti umanitari’ dell’Unione Europea, tra i quali si nota chiaramente anche qualche articolo ‘di marca’, finiscono nella spazzatura. Dove? Nel primo cestino disponibile a contenere una grossa borsa piena di cibo.

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È la cronaca di ciò che è avvenuto stamattina a Cremona, alle 5:30. Altro che il detto ‘si prende ciò che passa in convento’. La scena di stamattina è stata immortalata da un cittadino, che ha pubblicato alcune foto su Facebook, aggiungendo:

“Ore 05.30. Si ferma una macchina vicino al cestino di viale Concordia, dalla quale scende un ragazzo di colore e di corsa abbandona una borsa nel cestino. Questo è quello che c’era dentro, queste sono anche le mie tasse”.

Il parallelo? Ogni mercoledì e sabato mattina, sempre a Cremona. Dopo il mercato cittadino, che bazzica tra vie e piazze, alcuni anziani rovistano nei cassonetti per portare a casa qualche scarto cestinato dai cittadini più ‘raffinati’. Residui di insalata, di frutta e di verdura, di pesce e carne. E questa scena non è frutto di fantasia, è la realtà. Non pubblico la foto di queste persone, che ho visto personalmente, perché il rispetto e la dignità devono avere la meglio su tutto. Buttare nel primo cestino libero gli aiuti umanitari invece non è civile, non è dignitoso e nemmeno simbolo di rispetto. Non è nulla, se non un gesto che dovrebbe farci riflettere.

Enrico Galletti — il Giornale



   

 

 

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