“Metà delle coste italiane sono inquinate”, Legambiente mette in fuga i turisti

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La sinistra ha molti modi di lavorare contro l’Italia. Uno è quello di mettere in moto le associazioni e così, il giorno prima di ferragosto, arriva l’eclatante di chiarazione di Legambiente, la cui competenza e “scientificità” è ben spiegata in questo articolo  Nel rapporto “scientifico” di Legambiente, una frana scambiata per una cava

Gli scopi sono sempre gli stessi: spremere denaro ai poveri cittadini  Legambiente: nel 2011 gli italiani hanno pagato 43,9 mld di tasse verdi, ma è poco

Legambiente si è anche distinta nell’affare ILVA  Legambiente: Ilva risultato di politiche irresponsabili, ma fu Della Seta a firmare l’Ok

Quasi metà delle coste italiane è inquinata. Lo dice Legambiente, che questa mattina a Roma ha presentato il rapporto annuale Goletta Verde. Dall’analisi dei 266 campioni rilevati nei due mesi di viaggio a bordo della Catholica, l’imbarcazione dell’associazione, è risultato che il 45% di essi ha cariche batteriche superiori ai limiti imposti dalla normativa: un punto inquinato ogni 62 chilometri di costa.

Le situazioni maggiormente critiche si registrano lungo le coste di Marche e Abruzzo, penalizzate anche dall’elevato numero di corsi d’acqua, canali e fossi che sfociano in mare.

Situazione difficile anche in Sicilia: su 26 punti monitorati ben 14 sono risultati inquinati o fortemente inquinati.Poche le criticità riscontrate nelle regioni dell’alto adriatico (Veneto e Friuli Venezia Giulia), complice anche il periodo di campionamento, ad inizio giugno quindi a stagione balneare appena cominciata.Va bene invece la Sardegna, con qualche criticità in corrispondenza di foci di fiumi o canali.

Le tasse ambientali sono 10 e servono solo a mantenere i parassiti



   

 

 

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