Naufragio in Libia, Gentiloni: moltiplicare i fondi per l’accoglienza

Il governo italiano si aspetta che “la tragedia” nel nuovo naufragio nel Canale di Sicilia (falso, in Libia di fronte a Misurata) , “oltre a interrogare le nostre coscienze, risvegli la capacita’ di decidere dell’Europa”: lo ha detto a Lussemburgo il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, prima dell’inizio del Consiglio Ue che nel pomeriggio vedra’ la partecipazione anche dei ministri dell’Interno dei Ventotto.

“Dobbiamo essere chiari”, ha sottolineato il titolare della Farnesina, “questa e’ un’emergenza europea e finora le risposte, gli impegni, i soccorsi sono stati italiani. Non e’ piu’ sostenibile”, ha aggiunto, “una situazione in cui a un’emergenza europea si risponda solo con risorse e impegni italiani”. L’Italia si augura che “al di la’ degli attestati di solidarieta’, dall’Unione europea vengano degli impegni” perche’, secondo il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, “quello che e’ in gioco e’ la reputazione dell’Ue“.

Che cosa c’entri la UE con le acque libiche di fronte a Misurata, non è dato sapere

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Parlando prima dell’inizio di una giornata lussemburghese tutta dedicata all’emergenza immigrazione, dapprima al Consiglio dei ministri degli Esteri guidato dall’alto rappresentante Federica Mogherini, che a partire dalle 15 si allarghera’ anche ai 28 ministri degli Interni, Gentiloni ha detto che chiedera’ tre cose. “Uno, ci vuole un impegno e un sostegno dell’Europa oltre che delle Nazioni Unite all’azione di contrasto ai trafficanti di esseri umani. Due, e’ assolutamente necessario rafforzare economicamente gli impegni per Frontex e Triton: e’ incredibile che una superpotenza come l’Europa spenda 3 milioni al mese per Triton.

Tre: e’ assolutamente indispensabile moltiplicare gli impegni economici per la gestione dell’accoglienza“.

Anche la Mogherini rilascia la medesima dichiarazione di Gentiloni

Programmati come robot, Gentiloni e Mogherini DISCORSO UGUALE

Mogherini -che oggi presiede a Lussemburgo una riunione dei ministri degli Esteri dei 28 che, su sua richiesta, si aprira’ proprio sul dramma migratorio- alla vigilia ha concesso un’intervista alla Stampa per anticipare il suo pensiero. “Il dramma dimostra che non si tratta solo di ‘Search and Rescue’, perche’ i soccorsi erano sul posto. La sfida e’ combattere e prevenire l’azione di un sistema di organizzazioni criminali complesse che lucrano trafficando esseri umani”. Piu’ in generale, aggiunge, occorrono “investimenti e piu’ risorse per i salvataggi in mare, di cui troppo pochi sostengono il peso”, ma anche “solidarieta’ nell’accoglienza, dunque l’esigenza di essere coerenti con le lacrime che si versano davanti ai morti”; e “imporre un approccio pienamente europeo che tutti gli Stati devono far proprio”, senza lasciare la responsabilita’ solo a quelli della sponda meridionale. (AGI) .



   

 

 

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