Ma quale “capitano eroe”? Norman Atlantic: traffico di clandestini dalla Grecia

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AGGIORNAMENTO Rogo Norman Atalantic, testimone: incendio divampato da fornello acceso da clandestini afghani

Ma quale eroe, ma quale “comandante coraggio”. Nell’ansia di cancellare la vergogna per Schettino e per la Costa Concordia, da giorni va in scena la beatificazione di Argilio Giacomazzi da La Spezia, comandante della Norman Atlantic. Non ha abbondonato la nave, certo, e non ha causato la tragedia facendo “inchini” o manovre azzardate, ma l’inchiesta della magistratura dovrà stabilire come e quando si è sviluppato l’incendio nella stiva e al momento gli interrogativi sono tanti. Troppi. Così scrive dagospia

Tra le ipotesi che circolano c’è che a prendere fuoco per primo sia stato qualche camion che trasportava olio con il cassone troppo alto: con il rollio si sarebbe surriscaldato il tetto e, da una scintilla, sarebbe divampato con violenza l’incendio. La magistratura stabilirà se tutti i carichi di questo tipo erano regolari o meno, ma al momento non è un’ipotesi da scartare quella della presenza a bordo di camion clandestini, carichi di olio scadente destinato alle contraffazioni alimentari. Dell’esatto carico del traghetto dovrebbe essere a conoscenza anche il comandante, non solo la compagnia armatrice. E infatti nelle interviste Giacomazzi glissa su questo punto, facendosi scudo con l’inchiesta in corso.

E a proposito di clandestini: dall’olio passiamo agli esseri umani. Il casino sui numeri dei dispersi tra autorità greche e italiane è dovuto alla presenza a bordo di un buon numero di passeggeri clandestini: siriani, pachistani e afgani che si sono imbarcati a Patrasso per raggiungere Ancona e poi, di solito, la Germania.

L’incidente porta alla luce un traffico di clandestini che sembra essere la norma: un flusso costante, ampiamente tollerato dalle compagnie e gestito da chissà chi. Anche di questo il capitano non sa nulla. Gente solitamente male in arnese gira sulla sua nave, o dorme nella stiva fra i camion, e lui e i suoi uomini non ne sanno nulla. Tutto regolare, tutto tranquillo finché non ci scappa la tragedia.

C’era – e c’è – un traffico irregolare di merci e di uomini sulla rotta Patrasso-Ancona che emerge clamorosamente dai primi particolari di questa storia e il comandante è all’oscuro di tutto. Lui guida e basta. Intanto, però, l’armatore ha provato in tutti i modi a portare il relitto a Valona e a farlo “ispezionare” dai suoi uomini prima che lo facesse la magistratura italiana. Di che cosa avevano paura? Hanno qualche idea precisa di quello che si può trovare in quella stiva?

Come detto, è presto per fare processi. Le inchieste sono appena agli inizi, ma il traffico di clandestini è evidente e forse non è ancora il caso di fare un monumento al prode Giacomazzi.

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Proseguono serrate le indagini della Procura di Bari sul disastro della Norman Atlantica, pur senza conferme ufficiali si attende l’iscrizione di altre persone nel registro degli indagati sempre nell’ambito dell’inchiesta per naufragio e omicidio colposo plurimo.

Dopo il comandante Argilio Giacomazzi e l’armatore Carlo Visentini si parla insistentemente di altre persone che fanno parte della scala gerarchica a bordo in materia di sicurezza e di gestione dell’evacuazione della nave. L’arrivo della Norman Atlantic ormai prossimo a Brindisi consentira’ gli accertamenti gia’ in parte annunciati dal procuratore di Bari Giuseppe Volpe e dal sostituto Ettore Cardinali.

Presumibile oggetto delle indagini sara’ non solo la ricostruzione delle procedure di carico dei mezzi nelle stive della nave, nelle zone dove si sarebbero sviluppate le fiamme, ma anche le fasi dell’allarme e della evacuazione. I morti accertati per il Tribunale barese restano 11, di cui solo 4 identificati e si e’ in attesa che siano eseguite le autopsie. Sono inoltre diverse centinaia i materiali audiovisivi e le testimonianze dei naufraghi raccolte dagli inquirenti ed in corso di esame. Inoltre una equipe di medici legali operera’ sulla Norman Atlantica nell’eventualita’ che venissero trovati i corpi di altre vittime nelle stive e nella zona garage della nave.



   

 

 

1 Commento per “Ma quale “capitano eroe”? Norman Atlantic: traffico di clandestini dalla Grecia”

  1. chiedo scusa, ma in genere i clandestini, vengono così chiamati, perchè s’imbarcano di nascosto e non compaiono nella lista d’imbarco. pertanto nessuno ne conosce la presenza a bordo, infatti in genere si nascondono all’interno dei cassoni dei camion. per quanto riguarda lo stivaggio dei mezzi, credo che siano stati correttamente rizzati, altrimementi se fossero stati liberi di muoversi, la nave si sarebbe capovalta causa lo spostamento del carico.

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