Comune di Bologna: la visita di Salvini al campo viola la privacy dei Rom

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7 nov – Sabato mattina alle 11, il leader della Lega Matteo Salvini dovrebbe visitare campo rom di via Erbosa. Questo ha scatenato una serie di proteste da parte di esponenti di Sel, Pd e partigiani. Paglia (Sel) invita Questore e Prefetto a “VIETARE la visita di Salvini ai campi nomadi”

Come scrive il corriere Un avviso alla Lega, e a Salvini in particolare, è quindi arrivato dal Comune di Bologna: chi non è consigliere comunale non può recarsi in visita nei campi nomadi per evitare di violare la privacy degli ospiti; e per fare riprese ci vuole l’autorizzazione, cosa che non è stata chiesta lunedì scorso in occasione del primo sopralluogo di esponenti del Carroccio sfociato in una aggressione ai danni di Lucia Borgonzoni.

Non si può, viene ricordato, visitare un campo senza avvisare che ci sono degli accompagnatori, come Borgonzoni assieme al candidato alla presidenza della Regione per il centrodestra Alan Fabbri. Semaforo rosso, dunque, per Matteo Salvini, deciso a presentarsi in via Erbosa sabato mattina. Inoltre fare riprese audio e video e diffonderle sui social (come è successo lunedì) pone proprio «il rischio di violare il diritto alla riservatezza degli utenti della struttura», contemplato dal Regolamento del Consiglio comunale di Bologna. Per questo «il mio auspicio è che il regolamento sia scrupolosamente osservato da ogni componente del Consiglio».

È quanto scrive in una lettera a Borgonzoni la presidente dell’assemblea di Palazzo D’Accursio, Simona Lembi, ribadendo di aver espresso condanna «per ogni forma di violenza fisica e verbale». La presidente del Consiglio, nella sua lettera, fa anche riferimento a un carteggio tra la segreteria generale del Comune e i quartieri, nel quale si precisa quali iniziative possano essere intraprese dai consiglieri in questi contesti.

Un campo nomadi, spiega il segretario generale Luca Uguccioni nel carteggio, è una struttura utilizzata dal Comune per erogare dei servizi, quindi un consigliere puo’ andarci, ma solo «per ragioni del proprio ufficio e qualsiasi abuso delle informazioni assunte in tale sede può arrivare anche a costituire violazione del segreto d’ufficio». L’accesso, inoltre, «deve avvenire senza arrecare disturbo», quindi «si tende ad escludere» l’ingresso di «soggetti diversi dalla persona del consigliere comunale, quando le attività svolte in quei posti possano trovare nocumento o possano essere messi a rischio i diritti alla riservatezza degli utenti».



   

 

 

4 Commenti per “Comune di Bologna: la visita di Salvini al campo viola la privacy dei Rom”

  1. Segreto d’ufficio? No, questi esemplari usano i soldi di noi contribuenti…
    Diciamo che volete mettere a tacere perchè sieta i soliti buonisti che usano il culo degli altri…
    Questa non è democrazia, informazione, trasparenza!!!
    Il popolo italiano, i Bolognesi, devono sapere come vengono usati i propri soldi!!!
    Il popolo è leggittimato a sapere e a prendere provvedimenti successivamente!!!

  2. Invece una ” VISITA ” rom alle nostre case NON lede la nostra riservatezza e/o privacy, vero ?? Specialmente quando ci lasciano in mutande…

  3. Da quando un luogo pubblico, occupato da gente, se si fanno filmati è violazione della privacy?

  4. e quando vanno a rubare nelle case o peggio le occupano non è violazione della privacy???

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