La Banca d’Italia lancia l’allarme sul Tfr in busta paga

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4 NOV – La Banca d’Italia lancia l’allarme sul Tfr in busta paga augurandosi possa essere una misura solo temporanea. Altrimenti il rischio è che i lavoratori con redditi più bassi in futuro rischiano di ricavare pensioni non adeguate. E’ quanto ha rilevato il vice direttore generale Luigi Signorini nell’audizione sulla legge di Stabilità davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato.

Lo chiederanno i lavoratori a basso reddito – Il vice direttore generale di Bankitalia ha indicato che è “ragionevole supporre che chiederanno la liquidazione del Tfr” soprattutto lavoratori soggetti a vincoli di liquidità e quelli a più basso reddito. “Questi ultimi avranno maggiori incentivi a esercitare tale scelta anche in ragione del contenuto livello dell’aliquota marginale dell’Irpef cui sono soggetti, che rende meno costosa la liquidazione immediata del Tfr”.

Gli effetti dello smobilizzo del Tfr – Tuttavia Bankitalia segnala che lo smobilizzo del Tfr maturando inciderebbe “negativamente sulla capacità della previdenza complementare di integrare il sistema pensionistico pubblico, che in prospettiva presenta bassi tassi di sostituzione soprattutto per i giovani”, mediamente più soggetti a vincoli di liquidità. “L’adesione dei lavoratori a basso reddito – ha aggiunto Signorini – aggrava il rischio che questi abbiano in futuro pensioni non adeguate. E’ dunque cruciale che la temporaneità del provvedimento, motivato dalla fase congiunturale eccezionalmente avversa, venga mantenuta”.

Ridotti di 30,3 mld i trasferimenti agli enti locali – Tra il 2010 e il 2013 i trasferimenti agli enti locali sono stati ridotti di 30,3 miliardi di euro provocando un aumento delle entrate e un taglio alla spesa per investimenti e “occorre evitare che questa tendenza prosegua”, ha poi detto Signorini.
“Evitare le clausole di salvaguardia” – Per evitare le clausole di salvaguardia e per dare maggior certezza alla politica di bilancio inoltre “è opportuno definire quanto prima provvedimenti riguardanti la razionalizzazione della spesa e dei regimi agevolativi”, spiega il vice direttore.

“Evasione fiscale: effetti da stimare con cautela” – La legge di Stabilità realizza “ulteriori passi” nell’affrontare l’evasione fiscale e “alcuni interventi sono potenzialmente in grado di incidere sull’evasione” ma data la natura dei fenomeni “gli effetti di gettito vanno stimati con cautela”, rileva Signorini. TISCALI



   

 

 

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