L’Afghanistan s’è trasformato in un narco-stato

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Soldati Usa sorvegliano una piantagione di papaveri

 

1 novembre –   L’Afghanistan s’è trasformato in un narco-stato. L’ha affermato – secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Ria Novosti – il presidente del Servizio federale di controllo sulla droga della Russia Viktor Ivanov, che da anni lancia l’allarme sul fallimento delle politiche di sradicamento delle pantagioni di oppio portate avanti dalla coalizione a guida statunitense e che in passato ha posto l’accento sui rischi connessi al ritiro, in corso, delle forze della coalizione.

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Negli ultimi tre anni, le aree delle piantagioni sono cresciute da 138mila ettari a 209mila ettari; quest’anno ci attendiamo che le aree coltivate a oppio crescano a 250mila ettari“, ha affermato il capo dei servizi antidroga di Mosca. “Questo – ha continuato – supera di gran lunga le arre coltivate a coca in Sudamerica. L’Afghanistan si sta rapidamente trasformando in un narco-stato”.

L’Aghanistan produce oltre il 90 per cento dell’eroina mondiale e, dal paese da oltre un trentennio in guerra, il pericoloso stupefacente si diffonde nel mondo, passando in buona partte anche attraverso la Russia, che ha un numero considerevole di tossicodipendenti.



   

 

 

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