Imola: Multe ai disabili e…diritti negati!

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Spett.le Redazione,
con la presente desidero sottolineare alcuni eventi che MERITANO la massima attenzione dell’Opinione Pubblica.

La vicenda è legata ad una mia carissima Amica di origine polacca, ma residente da molto tempo nel comune di Riolo Terme (Ra), più precisamente nella frazione di Borgo Rivola, a 4 km dalla città termale.

Agnieszka Edyta Rawdonis, da diverso tempo si trova in una condizione di totale incapienza, “colpevole” di essere gravemente disabile; a causa dei gravi problemi di salute è rimasta senza lavoro, con il 50% del mutuo (circa 60 mila euro) da pagare, e presa in carico dai servizi sociali riolesi (dott.ssa Sportelli) e dalla Caritas di imola, nella figura di Don Matteo, che gestisce la parrocchia di Riolo Terme.
Essendo gravemente indigente (reddito ZERO) è riuscita ad ottenere un contributo economico per le bollette, le medicine (incluse quelle di fascia C) e un pasto al giorno.

Tra il 25 aprile e il 25 maggio, Agnieszka varca il centro storico nei punti in cui l’Amministrazione Comunale ha installato il Grande Fratello elettronico che tutto vede e nulla perdona, senza considerare che era in possesso regolare di tagliando disabili e che, provenendo da Riolo Terme, non era consapevole che qui a Imola è obbligatorio segnalare il pass disabili e la targa del veicolo. Cominciano a fioccare le multe per accesso a ZTL (cinque multe GIUSTAMENTE annullate immediatamente) e altre quattro multe che non è stato possibile annullare in quanto la ragazza passava in zona pedonale (incrocio Morelli).

Mi preme far notare che il giorno successivo all’ultimo accesso in zona pedonale, Agnieszka veniva ricoverata in ospedale per oltre sei settimane, a causa, appunto, dei gravi problemi di salute. All’uscita dal nosocomio mi sono recato personalmente assieme alla Rawdonis presso gli uffici della PM di Imola, chiedendo se fosse possibile ottenere l’annullamento delle quattro multe in zona pedonale: la ragazza non conosce Imola e si dirigeva alla Caritas, e NON ha fatto caso alla segnaletica verticale che segnalava in modo chiaro il divieto di transito a tutti i veicoli, ad esclusione di quelli di emergenza.
La risposta è stata tassativa: “Spiacenti ma non è possibile annullarle”.
Agnieszka ammette in seduta stante di aver “toppato” e pertanto NON si è tirata indietro…ma come può una persona disoccupata e con reddito zero, pergiunta disabile, a pagare quattro verbali per un totale di quasi 400 euro?!
Ci è stato negato anche il diritto di ottenere una rateizzazione dei verbali a causa di una falla nel regolamento nazionale, il quale prevede sì la dilazione fino a 18 rate mensili in caso di grave difficoltà economica, ma a condizione che ogni singola multa sia superiore a 200 euro! Faccio anche notare che secondo le norme vigenti, se la multa viene pagata oltre 60 giorni, la cifra da pagare raddoppia!
Il giorno successivo mi sono attivato personalmente allo scopo di trovare una soluzione, e ho contattato la dott.ssa D’Amore c/o la Segreteria Generale del Comune di Imola. Ma purtroppo non c’è stato modo di dilazionare tale somma, proprio a causa di questa regola nazionale, che difatto viola, a mio dire, l’art. 54 del codice di procedura civile! Poi è palese: IO NON SONO NESSUNO…

La dott.ssa D’Amore merita un profondo ringraziamento per la prontezza di riflessi con cui ha gestito la mia richiesta per salvare la ragazza dall’incubo di Equitalia e per la profonda umanità che ha dimostrato; quando mi ha comunicato che non vi era alcuna strada per rateizzare l’importo era seriamente amareggiata.

Domanda: se una persona non è in grado di pagare 400 euro di verbali, come potrà pagare le sanzioni quando alla sua porta busserà Equitalia, che probabilmente pretenderà un importo dieci volte superiore?!
Questo “vuoto Legislativo” dev’essere assolutamente colmato; bisogna dare la possibilità di rateizzare gli importi dei verbali, anche se questi sono al disotto dei 200€ (individualmente)! E’ necessario che i Legislatori (su base nazionale) si rendano conto che in un momento di fortissima crisi economica, dove dieci milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà e rischiano costantemente la povertà assoluta e quindi l’esclusione sociale, non consentire la rateizzazione equivale ad obbligare chi si trova già in condizioni di totale indigenza a prostituirsi (io stesso sono disabile, vivo sotto la soglia di povertà, e più volte ho pensato a questa soluzione per far fronte alle bollette e ai debiti accumulati nel tempo), o peggio, maturare l’idea di porre fine ad ogni sofferenza. Questi sono suicidi di Stato! Quante persone dovranno ancora suicidarsi o perdere la dignità vendendo il proprio corpo o magari un rene, prima che cambi il regolamento?
Nelle due settimane successive al pagamento dilazionato negato, ho chiesto aiuto alla Politica locale. Un ringraziamento sentito e di cuore, va alla Lega Nord di Imola (ringrazio sentitamente Daniele Marchetti per ringraziare tutto il Direttivo imolese), che non ha perso un attimo di tempo. Grazie a loro sono stati raccolti i 400 euro necessari per pagare le multe, e sabato 2 agosto sono andato in posta assieme al Marchetti per il pagamento dei verbali. Questo gesto ha permesso alla ragazza di respirare e dormire con più serenità.
Se avessi avuto la possibilità, avrei pagato personalmente gli importi, ma come Agnieszka, anche io vivo sotto la soglia di povertà (fatico ad arrivare al sesto giorno del mese). Questo dimostra quanto sia fondamentale l’auto-mutuo-aiuto reciproco, cosa che ha fatto solo la Lega Nord.
Ora, oltre alla richiesta di modifica al vuoto Legislativo sopra citato in tempi brevissimi, vorrei anche chiedere all’Amministrazione comunale un minimo di elasticità per noi disabili. Chi come me e Agnieszka ha gravi problematiche di salute, dovrebbe aver la possibilità di transitare con l’auto anche in zona pedonale, considerate anche le barriere architettoniche per cui non sempre risulta fattibile l’attraversamento in centro storico senza rischiare cadute e/o dislocazioni (vedi i sanpietrini); un gioco da ragazzi per molti ma non per tutti! Che fastidio diamo!? Si vuole pedonalizzare parte o in toto il centro storico? Va bene, allora prima si pensi ad azzerare tutte le barriere architettoniche.
Inoltre chiedo venga fatta maggiore chiarezza da parte di Area Blu in merito alla zona pedonale, visto che sui moduli per l’accesso alla ZTL vi è il divieto di transito in zona pedonale, mentre sul sito di area blu è presente un modulo in cui sembra sia possibile richiedere l’annullamento del verbale anche in caso di transito in zona pedonale.
Mi auguro infine che d’ora in avanti Agnieszka possa mangiare tre volte al giorno e non solo una.
Grazie per la gentile attenzione.

Sebastian Juri Romagnoli

25 agosto 2014



   

 

 

3 Commenti per “Imola: Multe ai disabili e…diritti negati!”

  1. Ma che stronzata, ogni giorno il nostro governo getta migliaia di euro per clandestini e rom e poi se la prende con una disabile? Questo paese va ricostruito.

  2. la polizia municipale NON può annullare nulla, un atto compilato va annullato dall’autorità competente. senza tanti giri di parole, senza grandi proclami, basta un attimo conoscere la legge…. entro 60 giorni, dalla notifica si fa ricorso al prefetto del luogo dell’avvenuta violazione il quale provvederà, lette le circostanze, ad annullare la violazione dandone notifica alla polizia e al ricorrente…

  3. Triste vicenda, come se ne leggono troppe ultimamente.
    D’accordissimo con Lei sul fatto che il vuoto legislativo andrebbe colmato a più presto, e non solo in relazione a questo specifico argomento. Il nostro Paese è in troppi punti carente o inadeguato quanto alle normative. Fortunatamente leggo che in questo caso c’è stato qualcuno disposto ad aiutare una persona verosimilmente sola (mi chiedo poi il perché…).
    Non ho motivi di dubitare della sua buona fede e della veridicità dei fatti che descrive, anche perché è un fatto notorio che le persone disabili non sono ancora riuscite ad avere un consono inserimento all’interno della società. È anche vero però, che della medaglia bisogna guardare entrambe le facce: spesso abbiamo notizia di disabili che disabili in verità non sono. E io ne ho conosciuti alcuni, parlo con cognizione di causa.
    Ma non conosco personalmente la persona da Lei descritta e do per buoni i fatti che Lei ha esposto.
    Una cosa è certa: da qualsiasi punto di vista si esamina la vicenda, lo Stato apparato ne esce sconfitto.

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