Venti di guerra in Ucraina: Mosca posiziona i blindati a Est

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16 apr. – La Nato dispiegherà un maggior numero di aerei, navi e personale militare nei Paesi dell’Est Europa membri dell’Alleanza in risposta alla crisi in Ucraina. Lo ha annunciato il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen.

Nell’est dell’Ucraina ormai si combatte. Veicoli blindati con le bandiere russe sono stati avvistati nell’est del Paese.

Soldati di Kiev disertano, sui blindati con bandiere russe a Slovyansk

Iweri e’ partita l’operazione contro l’indipendentismo dei filo-russi annunciata dal governo di Kiev per fermare l’escalation separatista. I soldati hanno attaccato un campo aereo militare a Kramatorsk e secondo fonti dei filo-russi negli scontri ci sono stati quattro morti e due feriti.

Ucraina: 4 militanti filorussi uccisi nell’attacco a Kramatorsk

Anche il ministero della Difesa ucraino ha dato notizie di vittime, senza pero’ fornire cifre. La presidenza a interim ucraina ha poi annunciato che le truppe governative controllano lo scalo. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha avvertito il cancelliere tedesco Angela Merkel che l’Ucraina e’ ormai sull’orlo della guerra civile. In un colloquio telefonico, in cui secondo il governo tedesco erano emerse “posizioni differenti”, entrambi i leader hanno comunque sottolineato -riferisce il Cremlino- l’importanza dei previsti colloqui a quattro che si terranno domani a Ginevra tra le diplomazie di Russia, Ucraina, Ue e Stati Uniti.

“La speranza e’ che l’incontro di Ginevra possa dare un segnale chiaro per tornare a una situazione nell’ambito di un quadro pacifico”. Il comunicato del Cremlino ha definito le operazioni dell’esercito ucraino contro i separatisti nella parte orientale del Paese come un’azione “anticostituzionale” di utilizzo della “forza contro manifestazioni di protesta pacifiche”. Ma gli Usa hanno gia’ pubblicamente espresso sostegno all’operazione.

Secondo il portavoce della Casa Bianca Jay Carney, “il governo di Kiev (non eletto e imposto con un colpo di stato) ha la responsabilita’ di far rispettare la legge e l’ordine nel Paese. Le provocazioni nell’est hanno creato una situazione a cui il governo deve rispondere”, ha affermato il portavoce, ribadendo che gli Usa non stanno valutando l’ipotesi di fornire armi all’Ucraina.

Il segretario di Stato John Kerry ha avuto inoltre colloqui telefonici con i colleghi di Germania, Francia e Gran Bretagna, in cui si e’ parlato di “ulteriori passi” per varare nuove sanzioni contro la Russia. Ma e’ improbabile, ha precisato il Dipartimento di Stato, che le nuove misure siano rese note dei colloqui a quattro tra Ucraina, Russia, Usa e Ue, in programma giovedi’ prossimo a Ginevra. Colloqui che pero’ ora sembrano minati dall’ulteriore escalation odierna.

Una colonna formata da 10 carri armati, 10 mezzi blindati per il trasporto di truppe e sette pullman pieni di uomini delle forze speciali ucraine ha raggiunto ieri la citta’ orientale di Slaviansk, un centinaio di chilometri a nord di Donetsk, dove uomini armati filorussi hanno occupato gli edifici governativi. Altri uomini sono arrivati a bordo di almeno due elicotteri atterrati proprio a Kramatorsk, l’aeroporto riconquistato dai soldati di Kiev. L’operazione rischia di complicare il dialogo perseguito dal premier Arseniy Yatsenyuk, che lunedi’ aveva aperto ai separatisti, offrendo loro negoziati e un contributo alla riforma della Costituzione che tuteli i loro interessi.
Un’offerta valutata positivamente dal ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, che da Pechino l’ha definita “un passo nella giusta direzione, anche se molto tardivo”.
Il capo della diplomazia russa ha pero’ rinnovato le accuse al governo di Kiev di procedere a colpi di “minacce e ultimatum”. La replica gli e’ venuta dallo stesso Turchynov, a detta del quale il Cremlino mantiene “piani brutali”, con l’obiettivo di “incendiare non soltanto Donetsk e la sua regione ma tutto il sud e tutto l’est, da Kharkiv a Odessa”. Ma Putin ha smentito nuovamente con forza il dispiegamento di soldati russi.
Per domani e’ in programma il vertice a quattro di Ginevra che dovrebbe vedere riuniti intorno a un tavolo i capi delle diplomazie della stessa Kiev, di Mosca, degli Stati Uniti e dell’Unione Europea: un appuntamento destinato a restare in bilico fino all’ultimo, anche perche’ le autorita’ ucraine considerano i blitz dei secessionisti un “pretesto” per far saltare i negoziati.
A Slaviansk le locali milizie russofone di auto-difesa hanno denunciato che la citta’ sarebbe circondata e in procinto di subire un assalto. A loro dire a lanciarlo potrebbero essere non gli uomini delle forze speciali regolari, bensi’ attivisti di ‘Pravy Sektor’, la formazione dell’estrema destra ultra-nazionalistica chiamata anche Settore Destro. A questo punto e’ forte il timore di un sanguinoso scontro tra gli attivisti e i soldati di Kiev.



   

 

 

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