Immigrati benestanti percepivano il sussidio illegalmente: mantenevano parenti e amici

immigra28 nov – Si fingevano poveri. Al punto che dicevano di non aver i soldi sufficienti per far la spesa, per mantenere i figli, per pagare l’affitto di casa e le bollette di acqua, luce e gas. Sostenevano di vivere nell’indigenza, dichiarando un reddito al di sotto di 6.500 euro all’anno. Tanto che bussavano alla porta dei Servizi sociali per chiedere un aiuto in denaro, altrimenti «non riusciamo ad arrivare alla fine del mese».

Ma l’assegno di sussidio (dai 500 ai 3 mila euro una tantum) che percepivano dal Comune, lo intascavano illegalmente. Perché non erano affatto poveri e quei soldi pubblici li inviano nei propri Paesi d’origine, mantenendo così famigliari, parenti e amici. Con una serie di controlli incrociati, guardia di finanza e polizia locale di Lecco hanno smascherato i «furbetti» del sussidio comunale e stroncato un raggiro che, solo nel 2012, è costato alle casse municipali 53 mila euro.

OLTRE 50 FINTI POVERI – Nei guai sono finiti 53 immigrati, in prevalenza magrebini e africani, tutti regolari e tutti residenti in città. Sono stati denunciati per appropriazione indebita. Le indagini, coordinate dalla Procura di Lecco, sono cominciate lo scorso febbraio. A insospettire la polizia locale, il tenore di vita che mantenevano alcuni stranieri, i quali però beneficiavano delle sovvenzioni comunali. Verifiche, accertamenti e riscontri hanno fatto emergere l’effettiva disponibilità finanziaria di alcuni immigrati che, pur avendo dichiarato al Comune con un’autocertificazione di versare in uno «stato di bisogno», in realtà movimentavano sui propri conti correnti somme che, in alcuni casi, superavano i 100 mila euro. Controlli sono ancora in corso, così come non è escluso che le indagini riservino ulteriori sviluppi. Intanto i 53 stranieri dovranno restituire i soldi illecitamente incassati e pagare le sanzioni (in totale 154 mila euro) che il Comune ha elevato a loro carico.

corriere



   

 

 

3 Commenti per “Immigrati benestanti percepivano il sussidio illegalmente: mantenevano parenti e amici”

  1. sarebbe interessante sentire il parere della Cecile Kienge su questi fatti, succede anche da noi che molti immigrati fanno la spola alla Caritas ed ai
    servizi sociali dei Comuni, li vedo uscire con borse strapiene di generi alimentari e pacchi di pannolini. Io ho 65 anni compiuti, non ho reddito(perchè attività chiusa a marzo 13)e per la fornero/monti mi danno la pensione a dicembre 2014, ora devo sopravvivere con quello che due miei fratelli pensionati mi possono passare, però ho bollette arretrate e fra poco mi tagliano tutto. cosa devo fare?? Loris

  2. ma prima di dare la social card agli stranieri, non possiamo darla agli italiani che ne hanno bisogno pur prendendo un po’ piu ‘della minima?italiani che hanno pagato le tasse e che non hanno avuto la fortuna di potersi acquistare casa?forse cosi’ si eviterebbero ingiustizie sociali.

  3. oreste giulietti

    in tutte le citta’ succedono queste cose, ci sono spacciatori e magnacci, con macchine lussuose e vita da nababbi , che pretendono sussidi e case popolari e pacchi alla caritas , e riescono ad avere tutto , perche’ battono i pugni e le nostre amministrazioni hanno paura , e poi vogliono far vedere di essere buoniste . con l’incazzatura degli italiani ,che al lamentarsi di queste cose vengono chiamati razzisti

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