Padova, accampamenti di clandestini: discariche a cielo aperto e criminalità

brenta

7 nov – Composti inquinanti derivati da una prima lavorazione del rame sversati nel Brenta? Secondo il leghista Massimo Bitonci, il rischio c’è. Il presidente dei senatori del Carroccio si mobilita nuovamente con una foto-protesta che questa volta vuole puntare i riflettori sulla prima periferia padovana, in particolare su Ponte di Brenta, dove, secondo il segretario della sezione cittadina della Lega, al degrado e la sporcizia si aggiungerebbe il rischio inquinamento.

LA DENUNCIA. “La situazione di Ponte di Brenta è nota – dichiara Bitonci – degrado e piccola criminalità sono in crescita, specie nella zona della stazione ferroviaria. Alcuni pescatori hanno segnalato la presenza di accampamenti abusivi lungo le rive del fiume, con vere e proprie discariche a cielo aperto, detriti di ogni sorta sparsi ovunque e olezzi insopportabili. Il timore è che, oltre a vecchie cianfrusaglie ed elettrodomestici fuori uso, questi signori sversino in Brenta liquami e sostanze altamente inquinanti, quali prodotti chimici derivati da una prima sommaria lavorazione del rame.”

PONTE DI BRENTA DEGRADO”ACCAMPAMENTI SCUOLE DI CRIMINALITÀ”. “Chiediamo un maggiore controllo delle rive – continua l’esponente del Carroccio – dei boschi spontanei e degli stabili abbandonati nella prima periferia padovana e nelle frazioni. È lì che si rintanano, senza il rispetto delle più basilari norme igieniche, decine e decine di accattoni ed extracomunitari clandestini”. “Al primo posto – conclude Bitonci – va messo il rispetto della legge. Gli accampamenti abusivi sono delle scuole di criminalità, dove si alimenta il rancore verso la società civile. Rancore che si esprime in tutte le forme, anche con la devastazione dell’ambiente circostante”.

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