Kyenge: “Scuole di immigrazione nei Paesi d’origine”

kyenge-scuole30 ott – “Scuole di immigrazione” per arrivare preparati in Italia. L’idea la lancia il ministro per l’integrazione Cecile Kyenge: sarebbe questa la scelta giusta per accogliere al meglio gli immigrati che sbarcano sulle coste dell’Italia. Arriverebbero pronti e in grado di incominciare fin da subito a lavorare e produrre nel Belpaese. Altro che Bossi-Fini o altre misure per contrastare l’immigrazione clandestina: la Kyenge vuole che “nei paesi di provenienza” i futuri migranti possano seguire dei corsi per prepararli allo sbarco.

3 Milioni di Disoccupati, 3 Milioni di Scoraggiati. E 250mila Immigrati l’anno!

Le scuole – Il compito di queste scuole sarebbe quello di spiegare il sistema-Italia, come si vive da noi e soprattutto come si può sopravvivere fino a quando non si ha il permesso di soggiorno. La Kyenge, insomma, vuole che l’integrazione sia a tutto tondo e vuole che si parta presto: prima ancora che i diretti interessati decidano, davvero, di imbarcarsi per l’Italia. Più che scuole di “immigrazione” la ministra Cecile sembra quasi incentivare gli sbarchi, raccontando a cittadini stranieri quanto possa essere semplice realizzare i propri sogni nell’Italia piagata dalla crisi.

Nemici – Intervenuta al convegno organizzato dall’ambasciata britannica a Roma dedicato a “Cittadinanza e integrazione: esperienze a confronto”, il ministro ha poi detto anche che il vero nemico non è l’immigrato ma l’evasore. “Il nostro nemico – ha detto – è chi non rispetta i diritti delle persone, chi non rispetta le regole e questo non c’entra nulla con il colore e l’etnia delle persone”. Italiani peggio degli immigrati? Quasi: “Bisogna spiegare alla gente – prosegue il ministro – che chi ‘ruba’ un posto all’asilo non è l’immigrato che paga le tasse ma l’evasore”. Con buona pace di quell’eventuale “evasione di sopravvivenza” di cui ha ammesso l’esistenza anche Attilo Befera, il direttore dell’Agenzia delle Entrate.

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One thought on “Kyenge: “Scuole di immigrazione nei Paesi d’origine”

  1. infatti, senza lavoro non dovrebbero arrivare in massa, come sta accadendo grazie a qualcuno che ci fa i migliori affari con le speranze altrui

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