Papa Francesco: quale direzione per la “nuova” Chiesa?

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Mariano Fazio
Con Papa Francesco-Le chiavi del suo pensiero
Casa editrice Ares

Il 13 marzo 2013, quando il nuovo Papa, con il sorprendente nome di Francesco, si affacciò alla Loggia della Basilica di San Pietro e chiese ai romani e al mondo una preghiera silenziosa per il suo predecessore e poi per sé, fu subito chiaro il nuovo stile del 265° successore di san Pietro. Uno stile che fin dalle primissime settimane del pontificato ha fatto breccia nel cuore non solo dei cattolici, ma anche dei fedeli di altra (o di nessuna) religione. Ma chi era il cardinale gesuita Jorge Mario Bergoglio, e chi è Papa Francesco? Alla domanda, non solo di curiosità, hanno risposto parecchi instant book e il libro di Mariano Fazio ha la peculiarità di presentare «le chiavi del suo pensiero», con riferimento ai testi e, soprattutto, con la testimonianza della frequentazione personale con il cardinale arcivescovo di Buenos Aires. L’analisi dei capisaldi della spiritualità del nuovo Papa -la centralità dell’unione con Cristo e il primato della preghiera, la missionarietà di ogni cristiano, chiamato a uscire verso le periferie esistenziali; l’affidamento costante alla misericordia di Dio; il valore delle devozioni; l’inesausta passione per il dialogo che cerca convergenze- s’intrecciano al racconto, ricco di aneddoti, in una lettura accattivante.
Mariano Fazio (Buenos Aires, 1960), sacerdote dal 1991, per molti anni è stato docente di Storia delle Dottrine politiche nella Pontificia Università della Santa Croce, a Roma, di cui è stato anche Rettore Magnifico. Rientrato a Buenos Aires nel 2008, attualmente è Vicario dell’Opus Dei per l’Argentina. Tra i suoi libri, Storia delle idee contemporanee, L’America ingenua, A Cesare quello che è di Cesare, Da Benedetto XV a Benedetto XVI.


INTERVISTA A MARIANO FAZIO, MARTEDI’ 15 OTTOBRE 2013 (a cura di Luca Balduzzi)

L’elezione di un nuovo Pontefice porta sempre con sé aspettative, e questa ancora di più perché arriva dopo una rinuncia all’incarico non usuale e di cui tanto si è discusso. Quali reali “svolte” è più logico aspettarsi, e secondo quali priorità, guardando alla situazione e alle sfide attuali della Chiesa?
Penso che ci sarà una grande continuità nella dottrina, ma un cambiamento abbastanza forte per quanto riguarda lo stile di vivere il Pontificato e la comunicazione. Lo abbiamo visto in questi primi mesi. Un papa molto vicino alla gente, che parla con grande scioltezza e semplicità, che sa arrivare ai cuori. Non perché Benedetto non fosse vicino, ma è evidente che aveva un altro stile, più intellettuale. Penso che la diversità di stili nei Papi rappresenta una ricchezza per la Chiesa. Ho amici intellettuali che preferivano i discorsi di Benedetto, pieni di risorse teologiche e riferimenti eruditi. Allo stesso tempo, il circolo dei miei parenti e amici senza una preparazione intellettuale specifica preferiscono lo stile catechetico di Francesco. C’è per scegliere, e tutto in grande continuità ed armonia!

Sul versante della riforma della Curia e dello Ior, gli aspetti che i mezzi di comunicazione hanno forse ingigantito maggiormente, come guarda alle prime decisioni (il Consiglio di otto cardinali, il nuovo Segretario di Stato, le Commissioni speciali per la banca vaticana e per la finanza della Santa Sede, il bilancio dello Ior pubblico, ecc…) di Papa Francesco?
Ho vissuto per vent’anni a Roma e conosco molte delle persone che lavorano in Curia. La stragrande maggioranza sono persone che vogliono servire la Chiesa ed il Papa, e fanno un lavoro degno di lode. Allo stesso tempo, c’è un piccolo gruppo che bisogna cacciar via perché non si confà con la morale e lo spirito del vangelo. Mi sembra che sia necessaria una riforma della Curia, non perché sia una realtà corrotta, ma perché è troppo grande, troppo burocratica, con funzioni poco delimitate tra un dicastero o un pontificio consiglio ed un altro. Mi sembra anche che ci sia stata una inflazione di documenti, e che adesso sarebbe meglio assimilare l’immenso patrimonio magisteriale di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Un Curia più snella produrrà meno documenti. Per quanto riguarda lo Ior, sogno una entità trasparente, che diventi un esempio nell’ambito non sempre sano delle finanze internazionali. Vedo in Papa Francesco una chiara determinazione in questo senso, e ne sono contentissimo.

Anche al di fuori delle questioni vaticane, Papa Francesco ha già toccato, e ha continuato a farlo anche di ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Rio De Janeiro, argomenti molto importanti senza paura e con grande chiarezza…
Papa Francesco non ha rispetti umani, e parla con una forza che chiamerei profetica. Si dirige verso tutti, ma in particolare penso che voglia risvegliare le coscienze dei cattolici tiepidi (soprattutto con le omelie a Casa Santa Marta), e avvicinare i lontani, in particolare con le interviste a diversi mezzi di comunicazione. Il Papa Francesco è un esempio di parresia, cioè di parlare con chiarezza, audacia, e con la forza del Signore. Qualche giorno fa, in una riunione sociale, una persona mi disse: «È incredibile! Prima sempre parlavamo di politica. Adesso, parliamo del Papa!». Penso che il suo messaggio stia facendo riflettere molto.

Come immagina proseguirà l’altrettanto non usuale rapporto di Papa Francesco con il suo predecessore, quando continuerà a lavorare su argomenti/progetti già affrontati con maggiori -e a volte predominanti- difficoltà da parte di Benedetto XVI?
A me personalmente commuove l’affetto e la devozione di Papa Francesco rispetto al suo predecessore. Una volta mi disse -quando era cardinale a Buenos Aires- che lui ammirava in Benedetto la sua umiltà ed il suo magistero. Questo manifesta la capacità intuitiva di Papa Francesco: conosce le persone fino in fondo. Penso che Benedetto XVI passerà alla storia proprio per la sua umiltà ed il suo magistero. Per quanto riguarda progetti di Benedetto non portati a termine, mi sembra che la riforma della curia sarà uno dei desideri di Papa Ratzinger che realizzerà il suo successore. Sono sicuro che Papa Francesco conta sulla preghiera e sul consiglio di Benedetto.

Tornando per un attimo alla Gmg, è stata più che mai la conferma di uno “stile” di catechesi e di rapporto con i fedeli di Papa Francesco all’insegna del contatto più diretto possibile e della semplicità…
Ripeto quanto ho detto prima. Mi vengono in mente Papa Giovanni XXIII e Giovanni Paolo I. Tutti e tre semplici, diretti, con una grande dote catechetica.

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