Le 7 ‘raccomandazioni’ della Commissione UE all’Italia, deficit democratico

Crisi: Parlamento UE – Deficit democratico con governance economica comunitaria

Le raccomandazioni rivolte oggi dalla Commissione europea a ogni Paese membro dell’Ue si sono basate tutte su un approccio ”germanico”, prescrivendo la stessa medicina ad ogni economia. Ne e’ convinto l’eurodeputato britannico Martin Callanan, leader del gruppo dei conservatori e riformisti (Ecr) al parlamento europeo. ‘‘C’e’ una forte contrapposizione tra un maggior controllo economico da parte dell’Ue da un lato e la democrazia nazionale dall’altro”, afferma Callanan. ”Piu’ ci muoviamo su questa strada, piu’ ci allontaniamo dalla volonta’ espressa dai cittadini nelle urne”.

Le politiche chieste dall’esecutivo comunitario in alcuni casi ”stanno danneggiando gli Stati membri”, aggiunge Callanan. E’ il caso della Spagna, dove si sta cercando di soddisfare gli obiettivi imposti da Bruxelles sul deficit, ”mentre il sistema bancario sta crollando”.

Le 7 ‘raccomandazioni’ della Commissione UE all’Italia

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1) Applicare come previsto la strategia di risanamento dei conti per correggere il deficit eccessivo nel 2012 e riportare sulla strada della riduzione, a partire dal 2013, il rapporto debito-Pil.

2) Applicare la regola del pareggio di bilancio a tutti i livelli (centrale e locale), migliorare la qualita’ della spesa pubblica con la spending review e il maggior uso dei fondi Ue.

3) Combattere la disoccupazione giovanile, migliorare il sistema scolastico-formativo e i collegamenti con il mercato del lavoro.

4) Dare priorita’ a una riforma del mercato del lavoro che ne riduca la segmentazione e stabilisca i sostegni per i disoccupati. Incentivare l’occupazione femminile provvedendo a prendersi cura di bambini e anziani. Aumentare la competitivita’ attraverso un rapporto piu’ stretto tra salari e produttivita’ attraverso la concertazione.

5) Portare avanti la lotta all’evasione fiscale e al lavoro nero anche aumentando i controlli. Ridurre le esenzioni fiscali, le aliquote Iva ridotte e in generale semplificare la normativa fiscale. Trasferire ulteriormente il carico fiscale dal lavoro alla proprieta’ e ai consumi.

6) Implementare le liberalizzazioni e le semplificazioni nel settore dei servizi. Stimolare con nuove misure l’accesso al mercato e le grandi reti infrastrutturali.

7) Semplificare le procedure amministrative per le aziende e migliorare l’efficienza della Pa. Agevolare l’accesso a strumenti finanziari per sostenere l’innovazione, riorganizzare la giustizia civile. (ANSA).



   

 

 

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