In una scuola di Cesena alcuni studenti hanno esposto un lenzuolo con su scritto “L’Italia agli italiani”.
Chi ha studiato sa che è una frase pronunciata dall’uomo di Staglieno.
Chi ha studiato un pò di più sa che il personaggio in questione è Giuseppe Mazzini sepolto nel Cimitero di Staglieno a Genova.
È accaduto, in sintesi, che gli insegnanti di quella scuola con ovvia e previa approvazione della Dirigente scolastica hanno deciso di dare 6 in condotta agli studenti autori di tale gesto, costringendoli poi a scrivere una tesina sul tema: “Gli africani siamo noi”. Non si capisce il senso della cosa e perché dovremmo essere noi gli africani.
Non mi pare che quegli studenti abbiano offeso gli africani anche perché, a volerla dire tutta, autori di ignobili nefandezze in Italia non solo soggetti provenienti dal Continente africano ma provenienti anche da altri Continenti.
E poi, se l’Italia non è degli italiani, di chi è o dovrebbe essere secondo quei docenti che dovrebbero essere immediatamente rimossi da ogni docenza.
E ora una domanda al Ministro dell’Istruzione “e del Merito” (tale qualificazione suona come una corda di violino deteriorata): egregio Ministro, ma lei come intende il suo Ufficio? Nel senso di promuovere la cultura e – senza offesa per gli africani – il sentimento nazionale di appartenenza, oppure nel senso di consentire l’abuso commesso in danno di quei bravi studenti di Cesena?
Egregio Ministro, una volta si diceva “navigare necesse est” ma a proposito di altro, oggi capisco che per fare politica e per “mantenere la poltrona”, bisogna saper navigare in altro senso.
Ma tutto ha un limite e non riguarda solo la sua personale dignità di Ministro che a lei non sembra importare più di tanto purché resti a fare il Ministro.
Quel limite riguarda il corretto svolgimento delle sue funzioni finalizzato al ben comune.
Vorrei dire finalizzato all’interesse nazionale ma questo potrebbe provocare crisi di orticaria.
Se tale è lo scopo della sua funzione, lei non faccia finta di non sentire e di non sapere ma adotti severi e meritati provvedimenti nei confronti di quegli insegnanti che diseducano gli studenti.
E se non lo fa, egregio Ministro, il 6 in condotta lo merita lei per primo.
Prof. Augusto Sinagra
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